Gioco
Berlusconi: "Mi piace Allegri, è livornese ma non è comunista"
Fuori da Milanello lo aspettano in centinaia, lo contestano, lo chiamano il presidente «invisibile». E lo fischiano sonoramente mentre il suo elicottero atterra. Ma Silvio Berlusconi non si sottrae allo uno show.
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MILANO. Fuori da Milanello lo aspettano in centinaia, lo contestano, lo chiamano il presidente «invisibile». E lo fischiano sonoramente mentre il suo elicottero atterra. Ma Silvio Berlusconi non si sottrae allo uno show.
«Dobbiamo attaccare, non voglio una punta sola, ne voglio due, e Ronaldinho alle loro spalle», chiarisce Berlusconi con una mano sulla spalla e gli occhi fissi in quelli di Allegri. «E' un bel ragazzo che sembra fatto apposta per diventare una star del cinema e l'identikit perfetto per essere un allenatore del Milan. E in più - affonda il premier - benché livornese, non è comunista. Gliel'ho fatto giurare - scherza - davanti all'altare...». Il neo-mister non apre bocca: non è il suo giorno.
Elogi incondizionati ai tre acquisti Amelia, Papastathopoulos e Yepes («è anche bello, farà innamorare le tifose»): peccato che per i tifosi siano invece l'emblema di un'altra campagna acquisti deludente, da parte di un presidente che «farebbe bene ad andarsene».
Un'ipotesi che Berlusconi non esclude più a priori, ribadendo che in famiglia nessuno ha nei piani di raccoglierne l'eredità calcistica. «Se si presentasse un gruppo o un personaggio che avesse una vera passione come la mia e fosse disposto a immettere quanto la mia famiglia negli ultimi sette anni non mi sottrarrei. Ma finora nessuno ha fatto offerte di questo genere e mi vedo costretto ad andare avanti».
«Dobbiamo attaccare, non voglio una punta sola, ne voglio due, e Ronaldinho alle loro spalle», chiarisce Berlusconi con una mano sulla spalla e gli occhi fissi in quelli di Allegri. «E' un bel ragazzo che sembra fatto apposta per diventare una star del cinema e l'identikit perfetto per essere un allenatore del Milan. E in più - affonda il premier - benché livornese, non è comunista. Gliel'ho fatto giurare - scherza - davanti all'altare...». Il neo-mister non apre bocca: non è il suo giorno.
Elogi incondizionati ai tre acquisti Amelia, Papastathopoulos e Yepes («è anche bello, farà innamorare le tifose»): peccato che per i tifosi siano invece l'emblema di un'altra campagna acquisti deludente, da parte di un presidente che «farebbe bene ad andarsene».
Un'ipotesi che Berlusconi non esclude più a priori, ribadendo che in famiglia nessuno ha nei piani di raccoglierne l'eredità calcistica. «Se si presentasse un gruppo o un personaggio che avesse una vera passione come la mia e fosse disposto a immettere quanto la mia famiglia negli ultimi sette anni non mi sottrarrei. Ma finora nessuno ha fatto offerte di questo genere e mi vedo costretto ad andare avanti».
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