Toscana
Dalla Provincia un piano per le donne
Valeria Cappelletti
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LIVORNO. Una società che non riconosce i diritti delle donne e che non investe sui loro talenti non è una società veramente democratica. Da questa analisi nasce il Piano provinciale per la cittadinanza di genere, frutto della legge regionale del 2009 sulla cittadinanza di genere. Il piano, presentato ieri mattina, è sostenuto dai Comuni della provincia, da enti e associazioni, riuniti per promuovere e valorizzare la donna. Obiettivo della legge regionale e del Piano provinciale è creare progetti concreti, subito spendibili, per le donne che lavorano. «Questa legge è molto importante - dice Maria Teresa Sposito, assessore alle pari opportunità della Provincia - e dà atto alla Provincia e ai Comuni di intervenire per migliorare la vita delle donne». Le azioni alla base del Piano riguardano l'ampliamento degli orari dei servizi rivolti all'infanzia, per aiutare le donne che hanno esigenze di lavoro particolari durante il periodo estivo, nelle festività e nelle fasce pomeridiane, quando i figli non sono impegnati con la scuola. Altro progetto riguarda la diffusione di temi sulla parità tra uomo e donna per combattere la discriminazione e prevenire forme di violenza, da svolgere con gli studenti; infine, attuare piani per conciliare gli orari di lavoro con quelli della vita di tutti i giorni. «Per la donna lavoro e famiglia sono molto importanti - spiega Carla Roncaglia, assessore all'istruzione del Comune di Livorno, che ha molto sostenuto il Piano - Così come garantire la tranquillità per svolgere le tante attività quotidiane di cui la donna si fa carico».
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