Toscana
Arresti di Vada, l'impegno degli agenti carcerari
Sono pochi ma domenica hanno garantito il servizio. E il magistrato Rizzo li loda
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LIVORNO. Sono pochi, "decimati" per le ferie, oberati da un carico enorme di lavoro. Alle prese con la difficile gestione del sovraffollamento del carcere, peraltro aggravato anche da lavori di ristrutturazione. E da mesi i sindacati protestano contro il Governo, chiedendo un'integrazione di personale. Eppure domenica gli agenti della polizia penitenziaria si sono dati da fare, riuscendo a compiere salti mortali pur di garantire il miglior servizio per i tre arresti relativi al delitto della prostituta di Vada. Un'impresa non facile quella messa in atto dalla penitenziaria. A lodare la buona volontà e la professionalità degli agenti, ieri mattina la pm Paola Rizzo, che ha coordinato le indagini sull'omicidio. Nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta in Procura, la magistrata ha elogiato il lavoro della polizia penitenziaria che si è occupata del trasporto degli arrestati dalle Sughere negli uffici di via Falcone e Borsellino. «Anche se pochi e in forte difficoltà - ha detto Paola Rizzo - gli agenti della penitenziaria hanno trasportato contemporaneamente due degli arrestati, Diogo Carvalhais e Fernando Da Silva in Procura. E così facendo hanno dato a me e al dottor Luca Masini la possibilità di svolgere gli interrogatori degli indagati parallelamente. E quindi di confrontare contestualmente le versioni, con le relative contraddizioni, dei due sospettati. Agli agenti va un plauso particolare». La pm ha ringraziato anche il personale della seconda sezione della squadra mobile della polizia che ha risolto il caso. «Gli investigatori hanno lavorato in quattro, senza dormire per 72 ore, facendo un lavoro straordinario nel giro di 4 giorni», hanno detto la Rizzo e Masini. L.L.
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