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Tutte le medaglie della star delle rotelle
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Tanja Romano dopo un allenamento 2 MINUTI DI LETTURA
Tanja Romano, 27 anni, triestina, figlia unica: madre impiegata, padre professore di educazione fisica, inizia la pratica di pattinaggio artistico a cinque anni (1988) alla Polet di Trieste. Il suo primo allenatore è il famoso tecnico di Lubiana Peter Brlec, che la guida sino al 1997. L'anno seguente è allenata da Elvia Vitta e Mojmir Kokorovec, nel 1999 soltanto da Mojmir Kokorovec. Subito attratta da una disciplina che la rende libera e felice («quando i miei genitori venivano a prendermi in palestra per portarmi a casa piangevo sempre»), Tanja mostra grandissimo talento e giovanissima si afferma a livello nazionale. Come esordiente si classifica seconda ai campionati italiani, ripetendosi poi anche negli anni 1994, 1995, 1996 e 1998. Da cadetta nel 1996 e jeunesse nel 1999 conquista il titolo italiano. Già nel 1995 disputa con la nazionale italiana cadetta i Campionati europei in Francia, conquistando la medaglia d'oro, l'anno seguente ai Campionati europei a Roseto degli Abruzzi si classifica seconda e terza. Nel 1997 conquista agli Europei di Bourdeaux la medaglia d'oro negli obbligatori e nella combinata, l'anno seguente agli europei di Hanau in Germania è prima nella combinata e seconda nel programma libero. Nel 1999 a Brisbanne in Australia conquista tra le juniores l'argento nella combinata e il bronzo nel programma libero. In ottobre del 2000 ai campionati europei giovanili a Lloret de Mar in Spagna, nella categoria juniores, ottiene la medaglia d'oro nella combinata e quella d'argento negli obbligatori e nel programma libero. Nel 2001 a causa di molti infortuni, partecipa a poche gare. Ma nel 2002 si riprende perfettamente: passa fra le seniores e a Rimini conquista l'oro nella combinata e nel programma libero. In ottobre ottiene il suo maggiore successo della carriera: ai Campionati mondiali a Wuppertal in Germania conquistando l'oro nella combinata. Da allora la "signora del pattinaggio", come viene soprannominata, - che come pista di allenamento ha scelto Livorno - non perde una gara, continuando intanto a studiare scienze motorie all'università di Pisa perché, consapevole di avere ancora poco tempo per gareggiare, pensa già a un suo futuro sempre nello sport, anche se dietro le quinte.
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