Il Tirreno

Livorno

Ricci inquinati alla Meloria Il sindaco vieta la pesca con un'ordinanza

Due ricci di mare e, nella foto in alto, barche di diportisti attorno alla Meloria
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Due ricci di mare e, nella foto in alto, barche di diportisti attorno alla Meloria

Contengono una tossina proveniente dalle alghe L'Asl farà nuove analisi nei prossimi giorni

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 LIVORNO. Ci sono almeno due buone ragioni per non raccogliere i ricci alla Meloria. La prima è che nella riserva marina a tutela integrale è vietato prendere e portar via qualsiasi cosa. La seconda è l'ordinanza che il sindaco Alessandro Cosimi ha firmato questa mattina, vietando «raccolta, commercializzazione, trasformazione, conservazione e immissione al consumo umano dei ricci».  A supportare il provvedimento firmato dal sindaco, l'esito delle analisi che l'Asl ha effettuato nei giorni scorsi sui ricci prelevati nell'area delle Secche della Meloria.  L'Unità veterinaria dell' Asl ha segnalato al Comune di aver rilevato negli echinodermi analizzati la presenza di biotossine algali Dsp, durante le analisi di routine che l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Toscana e Lazio (sezione di Pisa) svolge periodicamente, per legge, per il controllo dei limiti biologici delle nostre acque.  Dal rapporto dell'Asl risulta invece che i campioni dei ricci di mare prelevati nello stesso giorno ad Ardenza e Antignano non hanno rilevato la presenza di biotossine. Ciò significa che, almeno in queste zone, il menu estivo è salvo e che chi vende frutti di mare è al riparo da sorprese sgradite.  La stessa sostanza fu trovata nei ricci della Meloria a Ferragosto di due anni fa. Dsp significa "Diarrethic shellfish poisoning". Si tratta di biotossine di natura algale, provenienti dunque dalle alghe che si trovano sui fondali della Meloria. Se non malattie vere e proprie, provocano nel giro di poche ore disturbi gastrointestinali, come si intuisce anche dal nome stesso della tossina: nausea, vomito diarrea, dolori addominali accompagnati da sensazione di freddo e da mal di testa.  Secondo alcune interpretazioni, la loro presenza potrebbe essere dovuta all'aumento di temperatura dei nostri mari, ma altri esperti, fra cui quelli dell'Asl, sostengono che, trattandosi di tossine algali, tutto si deve alla composizione della flora marina nelle acque della Meloria. Nelle prossime settimane saranno effettuate altre analisi.

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di Redazione web