«Il Comune ci deve 10 milioni»
Ludovica Monarca
Protesta dei familiari degli ospiti delle residenze assistite
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LIVORNO. 10 milioni di euro: è questa la cifra totale che il Comune, secondo Gianfranco Mannini presidente dell'Associazione diritti utenti e consumatori e coordinamento etico dei Cargivers, dovrebbe restituire ad almeno 60 famiglie vittime di una erronea interpretazione circa la compartecipazione alla retta per anziani non autosufficienti ricoverati nelle Residenze sanitarie assistite. La diatriba va avanti da quasi dieci anni e dopo le ultime ordinanze del Consiglio di Stato potrebbe finalmente trovare una soluzione. E' una storia lunga, meno complicata di quel sembra e che vale la pena ascoltare. «I costi dell'assistenza ad anziani maggiori di 65 anni non autosufficienti e dei disabili che richiedono il ricovero in una Rsa, sono per metà a carico del Servizio sanitario nazionale e, per il restante 50% a carico del Comune di residenza. Comune che può, sulla propria quota, chiedere all'utente una compartecipazione secondo i regolamenti regionali e comunali», l'avvocato Emilia Rossi (nella foto) spiega così il nocciolo della diatriba. «Detti regolamenti, regionali o comunali, trattandosi di un servizio pubblico posto a tutela della salute devono ispirarsi ai principi dettati dallo Stato come stabilito nella Costituzione e in varie disposizioni. Disposizioni nelle quali si indica in modo chiaro che solo l'utente può essere chiamato a compartecipare alle spese relative al suo ricovero». Eppure sembra che il Comune di Livorno, applicando gli articoli 433 e seguenti del codice civile, non abbia mai smesso di chiedere soldi alle famiglie. Tali articoli si riferiscono al diritto del soggetto privo di mezzi di rivolgersi ai parenti per ottenere gli alimenti, cioè ciò che gli è necessario per vivere. Dopo anni di proteste, nel 2007 60 famiglie hanno deciso di autoridursi le quote richieste dal Comune, ma ancora non vi è stata alcuna causa legale. «Le ultime due ordinanze del Consiglio di Stato, pur riguardando nello specifico solo il Comune di Firenze, cambiano tutto perché, sospendendo due precedenti sentenze a "noi" contrarie, dimostrano che ciò di cui ci lamentiamo da anni è vero. Il 30 luglio si riunisce la commissione di garanzia e controllo e finalmente potremo incontrare il sindaco. Tenteremo di trovare una soluzione pacifica altrimenti questa volta saremo costretti a intraprendere azioni legali», ha affermato deciso Mannini. Sperando che tutto possa risolversi nel migliore dei modi, resta nelle associazioni l'amarezza per quella che ritengono sia stata una mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni che, a loro avviso, avrebbero dovuto fare chiarezza molto prima, tenendo conto che dietro cavilli burocratici ci sono famiglie dalla situazione già complicata e sofferente che non meritano ulteriori disagi.
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