Il Tirreno

Livorno

«E ora le aspettiamo a Livorno»

Luciano De Majo
Da sinistra, Laura Dini; la casa in Tunisia dove forse vivevano le bambine; Elio Dini, padre di Laura; un’immagine dal programma tv “Chi l’ha visto?”
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Da sinistra, Laura Dini; la casa in Tunisia dove forse vivevano le bambine; Elio Dini, padre di Laura; un’immagine dal programma tv “Chi l’ha visto?”

I genitori di Laura: siamo felici, ma non sappiamo quando potranno tornare

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 LIVORNO. E' naturale che ora la domanda sia: quando potrà tornare Laura a casa sua, a Livorno, con le sue bambine? Attenzione, però, perché fino a due giorni fa nessuno sapeva ancora dove fossero Saida e Amira, che oggi sono, sì, a Tunisi, ma insieme alla madre.  Laura Dini, livornese, ha potuto riabbracciare le figlie che l'ex marito, il tunisino Nabil, le aveva sottratto portandole via da un asilo dopo che lei aveva chiesto la separazione.  Da Tunisi, dove a Laura ieri mattina sono state riaffidate le figlie in tribunale, nella giornata di ieri sono arrivate numerose chiamate alla famiglia della donna. Elio e Cinzia, i nonni di Saida e Amira, hanno finalmente tirato un sospiro di sollievo. Se si è giunti a questo risultato, è stato anche grazie ai sacrifici compiuti dalla coppia, arrivata a mettere in vendita la propria casa per consentire alla figlia di rimanere in Tunisia.  Alla comprensibile gioia per l'avvenuto ricongiungimento fanno da contraltare i tanti dubbi su quando Laura potrà prendere un aereo e ripresentarsi a Livorno. «Dire che siamo contenti è dire poco - spiega Cinzia Cipolli, la nonna delle bambine - perché dopo tanti mesi e dopo tanta attesa è stato ottenuto un risultato importante. Penso che dobbiamo ringraziare tante persone se questo è accaduto, a cominciare da voi: da quando avete scritto i vostri articoli, le cose sono cominciate a cambiare, abbiamo avuto un interessamento più forte delle istituzioni italiane». Elio Dini, il marito di Cinzia, ricorda però che non c'è ancora niente di sicuro sulla possibilità di portare Saida e Amira in Italia. «Preferisco non sbilanciarmi perchè sono anche preoccupato per mia figlia che è laggiù da sola - dice - posso solo sperare che arrivino buone notizie ma fino a quel momento a parlare si rischia molto. Abbiamo paura di non poter abbracciare le bambine neppure questa volta».  Del caso delle due bambine si è occupato anche il programma di Raitre "Chi l'ha visto?", che ha proiettato la vicenda su un palcoscenico nazionale. Ieri è arrivata in città anche l'avvocata Cinzia Fuggetti, la legale di Padova che ha tutelato Laura Dini. «Ho parlato sia con lei che con i genitori - diceva ieri sera l'avvocata Fuggetti - e al momento credo che ogni domanda sui dettagli e su che cosa potrà succedere adesso è superflua. Oggi (ieri per chi legge, ndr) c'è stato spazio per la commozione, come potete immaginare, perché questi istanti li attendevamo da mesi. Io sono tornata da Tunisi all'inizio della settimana, sono stata là con Laura fino a pochi giorni fa. Sono particolarmente contenta perché proprio ieri (giovedì, ndr) Saida ha compiuto sei anni. Ecco, possiamo dire che è stata una festa vera, perché in occasione di questo compleanno ha potuto riabbracciare la madre». Difficile capire se la restituzione delle bambine sia stato un fulmine a ciel sereno o se fosse, in qualche modo, nell'aria. «Diciamo che per molto tempo - risponde l'avvocata - abbiamo avuto notizie positive che poi si sono rivelate illusioni. Siamo andati avanti fra una doccia fredda e l'altra, quindi ci eravamo un po' date la regola di non credere a chi ci diceva che ormai l'obiettivo era vicino. Anche quando fu organizzato un interrogatorio del padre in carcere sembrava che fosse vicina la soluzione del caso. Poi però lui cambiò idea e si chiuse nel silenzio, senza dire dove le bambine erano custodite. Problemi, dunque, ce ne sono stati. Ma dobbiamo dire grazie a molte persone, prima di tutto allo staff dell'ambasciata, che continua a seguire Laura».  

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di Redazione web