Gioco
Disco verde su Piccini per la candidatura-bis alla Port Authority
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Di nomi, nel corso del dibattito, ne saltano fuori altri due: il presidente della camera di commercio, Roberto Nardi, e l'avvocato Angelo Mancusi. Ma sembrano solo sassi lanciati nello stagno delle nomine dall'opposizione. Perché dopo il consiglio comunale di ieri, la linea di Cosimi appare scontata. Si è discusso del piano operativo triennale del porto e la votazione di un relativo atto di indirizzo che guarda alla prossima variante. Ma l'indicazione che viene fuori è chiara. Cosimi punta a confermare Roberto Piccini alla guida dell'Authority. «La presidenza Piccini - esordisce - ha dato stabilità a questo porto in una fase di profonda tensione: il giudizio positivo sul suo operato va al di là della mera appartenenza politica». Poi, in risposta alle polemiche sollevate da un consigliere provinciale sugli "interessi familiari" di Piccini: «Se ha le prove le porti in Procura, altrimenti si risparmi certi commenti». A dispetto di chi si aspettava fuoco e fiamme, la prima sorpresa della discussione di ieri è stata proprio una certa aria di confronto: il sostegno a Piccini ha superato i confini della maggioranza, con le opposiz ioni (ad eccezione del Pdl) che non hanno votato contro. A partire proprio da Lamberti: «Qui non si tratta di fare nuove nomine e quindi, semmai, sbizzarrirsi. Ma di confermare o meno un presidente dopo il primo mandato: per dire no ci devono essere motivazioni concrete». In aula il Pd resta compatto, su spinta del segretario Ruggeri. «La discussione - dice - non deve essere chi comanda il porto, ma che porto vogliamo. Sarebbe un errore se Piccini fosse il candidato del Pd». Il consigliere regionale è a caccia di un sostegno istituzionale: «Giusto incalzare Piccini. Sulla questione del porto pubblico, ad esempio, capisco le scelte contingenti, ma nel lungo periodo servono investimenti privati». Il resto della maggioranza bisticcia, ma non sul Pot: Giannini (Sel) critica la scelta di inserire la mozione sulle biomasse di Romano (Idv) nello stesso atto di indirizzo. Mozione che, proprio in avvio di seduta, aveva ricevuto un'assordante bocciatura dai consiglieri del Pd: 25 contrari. Sia Sel che Idv hanno comunque votato sì sul documento e su Piccini. «Il documento è apprezzabile - esordisce Bartimmo (Rc) - anche se restano criticità come la Bellana e il sistema degli appalti. La nostra astensione è un segnale di apertura». Cannito (Città Diversa) boccia biomasse, contrasti Porta a Mare - riparazioni e "ritardi nel completamento delle infrastrutture". Ma premia l'incremento crocieristico e la "necessaria razionalizzazione delle aree portuali" e dopo aver ricevuto l'ok a una serie di emendamenti si astiene. Anche Capuozzo si schiera con la maggioranza, mentre nel Pdl la sorpresa è Tamburini: boccia l'atto di indirizzo ("è una bega interna alla maggioranza"), ma promuove Pot e Piccini: "Sento parlare di Nardi e Mancusi. Esponenti autorevoli, ma sempre legati al partito e meno ferrati di Piccini». Amadio e Taradash sono i veri oppositori del dibattito. «Questo non è un Pot - attacca la consigliera - ma uno spot per la ricandidature di Piccini: ha fatto poco e male». E Taradash va giù duro: «Esiste un intreccio di rendite di posizione che hanno un unico colore politico». Juna Goti Sempre più stampella della maggioranza, alla ricerca di una collocazione che gli permetta di rientrare in gioco. Dopo il voto sull'ospedale ecco il sì a Piccini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google