Il Tirreno

Livorno

La maglietta di Liga: «Ciao Simone, stai bene ovunque tu ti trovi»

Luciano De Majo
A sinistra, Gianpaolo Talani, padre di Simone, vicino al feretro
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A sinistra, Gianpaolo Talani, padre di Simone, vicino al feretro

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LIVORNO. «Via ragazzi, ora lasciatemi solo con lui cinque minuti». Le 7 della sera, sole ancora alto. La camera mortuaria dell'ospedale sta per chiudere, parenti e amici di Simone Talani, il ragazzo morto nell'incidente stradale avvenuto all'alba di domenica a Camp Darby, sono sul punto di uscire. E' in quel momento che Gianpaolo, babbo Gianpaolo, chiede di poter restare solo con Simone, nella stanzetta che ospita il feretro giunto qualche ora prima, alla fine della mattinata. Una stanzetta piccola piccola, davvero troppo per contenere l'amore che gli amici, anche ieri, gli hanno dimostrato. E il dolore che i parenti stanno provando in questi giorni. La maglietta di Liga. Sopra la bara di Simone ci sono due magliette: una dell'Orlando, la squadra di calcio nella quale dove giocava, e una, nera, autografata da Luciano Ligabue. Il suo idolo, che ha ascoltato anche venerdì sera a Roma, allo stadio Olimpico, insieme ad altre migliaia di giovani. «Ciao Simone, che tu stia bene ovunque tu sia. Noi tutti ti mandiamo il nostro affetto. Luciano Ligabue». Qualcuno ha fatto avere la maglietta del tour di "Liga" allo stesso cantautore emiliano e lui, negli spogliatoi dello stadio Franchi di Firenze, ci ha scritto questa frase con un pennarello. Regalo più bello, agli amici di Simone che ora possono vederla e tenerla insieme ai cd e ai testi delle canzoni del rocker di Correggio, non poteva esserci. «Tutta la città». «E' stato un mio vicino di casa - racconta il padre - che è nell'ambiente dello spettacolo e che me lo aveva detto. Avrebbe fatto di tutto per ottenere questa maglietta e ci è riuscito. Non posso che dirgli grazie. Sa bene quanto Simone fosse appassionato della musica di Ligabue». Le ore passano, il dolore no. Gianpaolo Talani ricorda ancora coloro che sono stati vicini a lui e a tutta la famiglia, e sono stati tanti. «So com'era Simone e quando è successo l'incidente ho pensato che i suoi amici sarebbero stati presenti - dice ancora - ma qui è tutta la città a partecipare al nostro dolore. E' un fatto straordinario, che mi ha lasciato senza parole. Ho avuto messaggi dal gruppo D'Alesio, dove Simone ha lavorato da marittimo, dalla Corsica Ferries, dove lavorava adesso, dall'Avis, dal momento che io sono da anni donatore di sangue. Per non parlare dell'Orlando calcio e del rapporto che ha mantenuto con noi». Appuntamento in Coteto. I ragazzi che in questi giorni si sono dati da fare per organizzare le iniziative per ricordare Simone ora pensano soltanto ai funerali, a come stare vicini alla famiglia, a non mancare nella chiesa di San Giovanni Bosco. Su Facebook, che una volta di più è il cuore della mobilitazione, arriva un appello per questo pomeriggio: «Alle 3 alla Coop di Coteto, ognuno con un fiore da lasciare vicino a Simone». Un'ora dopo, alle 16, inizierà la cerimonia funebre e ci sarà da aspettarsi un altro atto d'amore verso Simone. Non l'ultimo.

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