Gioco
Muore avvelenato il cane dei soccorsi «Afef ci mancherai»
Ludovica Monarca
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Afef (sulla sinistra) fra i volontari della Misericordia di Antignano2 MINUTI DI LETTURA
Afef era giovane e bella e amata da tutti ed è morta mentre faceva il lavoro che la rendeva felice: aiutare gli altri. Afef era una splendida rottweiler di cinque anni e mezzo dell'Unità Cinofila della Misericordia di Antignano. "Solo un cane" dirà qualcuno e sì: Afef era un cane, ma di quelli speciali non solo per il proprio padrone; di quelli che ti salvano la vita. Ieri mattina era partita scodinzolante con i suoi compagni dell'unità cinofila proprio con questo obiettivo: tentare di ritrovare e riportare a casa un'anziana signora che era sparita da due giorni a Marina di Bibbona. Le cose purtroppo sono andate diversamente e la storia non ha avuto il lieto fine in cui tutti speravano.
Terminate le ricerche Afef comincia a sentirsi male e viene visitata da un veterinario del luogo. Si pensa a un collasso dovuto al grande caldo e alla fatica e viene quindi portata a Livorno dove però la situazione peggiora; trasferita d'urgenza alla clinica di Terricciola viene sottoposta a una grossa trasfusione di sangue che però non basta a salvarle la vita. Cosa possa esserle successo non è del tutto chiaro. L'ipotesi più probabile è che abbia, mentre perlustrava la pineta della zona della ricerca, leccato o ingerito qualcosa di velenoso. Afef era addestratissima, ma potrebbe non essere bastato a riconoscere il pericolo in quanto tali sostanze sono create apposta per attirare l'animale e ne esistono alcune che possono essere addirittura semplicemente spruzzate sull'erba e una singola leccata può essere fatale. Il padrone e addestratore, Enrico Polese, non riesce a darsi pace e anche Stefano Del Vivo, provveditore dell'unità cinofila della Misericordia, è addolorato per la perdita.
«Afef era un cane speciale, una di noi, amata specialmente dai bambini con i quali passava molto tempo facendo parte di un progetto di pet therapy. Ogni volta che vedeva la pettorina e capiva che bisognava uscire per una missione impazziva di gioia, ed è così che voglio ricordarla». E ricordarla con amore e rispetto è ciò che vogliono fare anche tutti i suoi colleghi che hanno già organizzato cartelloni e foto da appendere nella sede per renderle omaggio. Se n'è andata una di loro, in servizio. Forse per molti sarà solo un semplice cane, ma dal loro amore e dedizione abbiamo tutti da imparare.
Terminate le ricerche Afef comincia a sentirsi male e viene visitata da un veterinario del luogo. Si pensa a un collasso dovuto al grande caldo e alla fatica e viene quindi portata a Livorno dove però la situazione peggiora; trasferita d'urgenza alla clinica di Terricciola viene sottoposta a una grossa trasfusione di sangue che però non basta a salvarle la vita. Cosa possa esserle successo non è del tutto chiaro. L'ipotesi più probabile è che abbia, mentre perlustrava la pineta della zona della ricerca, leccato o ingerito qualcosa di velenoso. Afef era addestratissima, ma potrebbe non essere bastato a riconoscere il pericolo in quanto tali sostanze sono create apposta per attirare l'animale e ne esistono alcune che possono essere addirittura semplicemente spruzzate sull'erba e una singola leccata può essere fatale. Il padrone e addestratore, Enrico Polese, non riesce a darsi pace e anche Stefano Del Vivo, provveditore dell'unità cinofila della Misericordia, è addolorato per la perdita.
«Afef era un cane speciale, una di noi, amata specialmente dai bambini con i quali passava molto tempo facendo parte di un progetto di pet therapy. Ogni volta che vedeva la pettorina e capiva che bisognava uscire per una missione impazziva di gioia, ed è così che voglio ricordarla». E ricordarla con amore e rispetto è ciò che vogliono fare anche tutti i suoi colleghi che hanno già organizzato cartelloni e foto da appendere nella sede per renderle omaggio. Se n'è andata una di loro, in servizio. Forse per molti sarà solo un semplice cane, ma dal loro amore e dedizione abbiamo tutti da imparare.
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