Gioco
APPALTO STORY
Intoppi per 11 anni (e quell'assurdo pre-debutto)
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Giuseppe Costa 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Mancano solo i pesci nelle vasche, e poi è tutto pronto o quasi». Così disse l'allora sindaco Lamberti nel maggio 2004, neanche due settimane prima di lasciare Palazzo civico, dopo una dozzina di anni da sindaco e, prima ancora, altrettanti fra assessore e capogruppo. Non potendo tagliare il nastro, in occasione della "Settimana della cultura" inventò una "pre-inaugurazione": l'ultimo atto di una amministrazione che aveva avuto l'ambizione di ridisegnare il lungomare a colpi di palme e baracchine (ma tutte le volte che glielo hanno rinfacciato, Lamberti ha ripetuto che non c'è mai stata nessuna inaugurazione-bluff bensì solo «una visita guidata a un cantiere aperto e operoso»). Dal 15 febbraio '99, giorno in cui era stato chiuso il vecchio acquario progettato nel '37 dall'ingegner Enrico Salvais, non sono mancati intoppi: talvolta con doppio avvitamento carpiato. Basti pensare ai grossi guai che mettono i bastoni fra le ruote alla società Concrete, alla quale è affidato inizialmente l'appalto. Non è semplice riassegnarlo ma nella primavera 2002 finalmente l'EdilCarducci di Bagno a Ripoli riapre il cantiere: l'ottimismo porta a immaginare una apertura prima a luglio 2003, poi in autunno, poi un po' più in là, poi saltano fuori i «problemi con le vasche giapponesi», poi «ce la faremo entro marzo 2004», poi «i lavori dovrebbero terminare a ottobre e l'impianto essere funzionante entro dicembre». Ma del 2004. Niente ha portato jella più di quella "pre-inaugurazione": è scoppiato il contenzioso fra capofila dell'appalto e altre società, poi la Regione si è ripresa 2,3 milioni di euro di fondi europei perché ritiene che il Comune si sia mosso in modo sbagliato. Il 2007 è l'anno del nuovo tentativo di ripartire: il Comune mette nero su bianco un bando per chiedere ai grandi operatori di farsi avanti. Ci provano anche i catalani di Aliart Engineering Blu Display ma la spuntano i fiorentini di Opera. Cambia musica, cambia progetto: ma i lavori ci mettono un bel po' per ripartire (a settembre l'aggiudicazione, sei mesi dopo il cantiere è ancora fermo). L'ultimo colpo di scena avviene in realtà lontano da Livorno: il gruppo Costa acquisisce il controllo di Opera Laboratori Fiorentini e il "padre" dell'acquario di Genova, Giuseppe Costa, rileva il business livornese. Ma non c'è solo un subentro nella plancia di comando degli assetti societari: Costa riprogetta l'acquario, l'investimento risulta più che raddoppiato. Ma dall'autunno in poi Livorno conosce un record di giorni di pioggia: resta indietro il "cubo" del ristorante, le squadre al lavoro concentrano gli sforzi sull'allestimento dell'acquario. E ora l'inaugurazione: quella vera (anche se per il ristorante dovremo aspettare ancora un po'). M.Z.
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