Il Tirreno

Livorno

Piccini zittisce l'accusatore

Piccini zittisce l'accusatore

«Dimmi qual è l'impresa mia amica». E Gragnoli tace

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Alla vigilia dell'audizione di Roberto Piccini nella commissione a Palazzo Granducale, Gragnoli (Pdl) - da sempre molto vicino al ministro Matteoli - aveva caricato il cannone contro il presidente dell'Authority. Logico che, nel faccia a faccia, si ipotizzasse una seduta stile full contact: a sorpresa invece non è andata così. Piccini va al contrattacco su una delle accuse più dure avanzate da Gragnoli sugli «stretti rapporti» di alcune società con la famiglia Piccini: ma via comunicato stampa. «Ora sono io - dice Piccini rivolgendosi all'esponente Pdl - che voglio parlare di questa cosa: mi dica chi è l'impresa "amica"». E siccome Gragnoli tergiversa («ora non lo ricordo»), Piccini prima affonda («la prossima volta se lo faccia raccontare meglio») e poi parla della società Atlas e dell'accosto 33 al Canale Industriale.  Ma, dopo la lunga disquisizione sul puzzle del "porto dei porti", non è l'unica spina che salta fuori. Gragnoli tira fuori la patata bollente delle aree ex Seal: «Il rogito - ribatte Piccini - l'ha firmato Lenzi. Però non è sbagliata l'idea che c'è dietro: come diceva Marcucci, la parte pubblica ha la "bocca" (banchina) ma non lo "stomaco" (piazzali). Ora questi passi possono portarci a un'alleanza anche con Fs e Spil per costruire un terminal multiservizi con una formula nuova: al concessionario i piazzali con il diritto alla priorità se arriva una propria nave ma lasciando liberi all'uso pubblico gli accosti in altri momenti».  Vaccaro invece insiste sull'accordo con La Spezia come rischio saturazione per i dragaggi e sui 47 milioni di euro di avanzo d'amministrazione come incapacità di spendere. Sul primo aspetto, Piccini replica che «Livorno ha risposto a una emergenza nazionale richiesta dai ministri dell'ambiente e delle infrastrutture» e comunque la Vasca di Colmata attuale basta per i dragaggi previsti, «solo che bisogna progettarne anche un'altra per i maxi-escavi del futuro». Quanto agli avanzi, a suo giudizio sono semmai "accantonamenti": un tesoretto che, in mancanza di una reale autonomia finanziaria delle Authority, è l'unico salvadanaio per far decollare i progetti.  Infine, l'annuncio: martedì si parlerà di piani di impresa. «Non abbiamo trovato roba da "cartellino rosso", ma ci sono realtà che meritano una strigliata. Realtà di tutti i tipi, anche vicine al mio passato». M.Z.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web