Il Tirreno

Livorno

Maledetti pini, sull'Aurelia non possono starci

Jimmy Morrone
I pini che costeggiano l’Aurelia dove ha trovato la morte il ragazzo L’Aci chiede che vengano abbattuti o delimitati
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I pini che costeggiano l’Aurelia dove ha trovato la morte il ragazzo L’Aci chiede che vengano abbattuti o delimitati

L'esperto dell'Aci: vanno tagliati ma basterebbe un guardrail

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 LIVORNO. Sull'Aurelia il guardrail è stato messo solo dove non ci sono i pini. E' un paradosso, che rende ancora più amara la tragedia. Pini maledetti. Pini addosso ai quali si è schiantata la macchina dove era Simone. Pini che, qualcuno, chiede di tagliare o di spostare. «Su quella strada non possono starci, sono fuorilegge» dice l'esperto di traffico dell'Aci Livorno, Riccardo Heusch.  On the road. Viaggio lungo la strada della morte. Gli amici del ventenne di Coteto hanno appeso agli alberi fatali due striscioni, alcune foto, delle lettere strappalacrime. Non sono però quelli gli unici pini - in tutto 296, dal km 323 al 325 fra Stagno e la deviazione verso Coltano - che scorrono al margine della carreggiata in cui si intravede un segno, un ricordo speciale. Ci sono dei fiori appoggiati alla base di un tronco, quasi di fronte all'ingresso di Camp Darby. E poi una corona contenente all'interno l'immagine di Gesù, poco più avanti. Ma anche una anonima croce appesa alla corteccia. Tanti altri alberi portano i segni più o meno evidenti di incidenti.  Nessuna sicurezza. I cartelli apposti vietano il sorpasso e indicano che la strada è sconnessa e le piante fuori sagoma. Tutto qui. Si chiama statale Aurelia, Ss1, dovrebbe avere tutti i requisiti di sicurezza. In realtà gli alberi che la costeggiano, privi di guard rail rappresentano un incubo per gli autisti. Di notte soprattutto. I giovani che tornano la mattina da una serata in discoteca affrontano comunque il rischio: ci sarebbe l'alternativa dell'autostrada con uscita a Stagno, perfetta per evitare l'insidiosa Aurelia, ma molti preferiscono risparmiare quei due euro e dieci centesimi, costo del pedaggio da Pisa Nord e tirano dritto fino in città. La colazione rigenerante dopo una ballata in Versilia è al Bar Livorno, a Pisa, qualche centinaio di metri prima della Saint Gobain: qui, confermano i titolari, dalle due fino alle cinque e mezzo del mattino è un viavai di ragazzi, molti di loro ben vestiti di ritorno da una festa.  Spostiamo i pini. Chi da tempo confida in una soluzione è Riccardo Heusch, presidente della commissione traffico dell'Aci. La sua è un'accusa all'Anas, proprietaria del tratto stradale e titolare del dovere alla manutenzione e agli adempimenti legati al codice della strada. "Mi sono informato tramite un magistrato - spiega Heusch - purtroppo c'è poco da fare perché anche un'eventuale azione penale non risolverebbe la questione. Il codice tuttavia parla chiaro: lungo le strade a scorrimento veloce, gli alberi o i manufatti pericolosi come i pali della luce devono essere rimossi. Non è ammissibile accettare questa insolvenza, se le competenze ci sono lo Stato deve far rispettare all'Anas la normativa". La proposta di Heusch è suggestiva, ma forse impraticabile: "Se è tanto difficile piazzare i guard rail, che non costano milioni e non deturpano l'ambiente, allora spostiamo i pini da un'altra parte. Qui non parliamo di alberi patrimonio della cultura e della tradizione, come a Bolgheri. Non mi risulta che quei pini di Camp Darby siano mai stati fregiati di alcun titolo. Pensate, anche soltanto una pina che cade a terra è potenzialmente pericolosa, se colpisce un motociclista in movimento».

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