Gioco
Distrutto dal fuoco yacht di Politi
◗
Lo yacht andato a fuoco alla Darsena Pisana, ancora fumante Danno di 6 milioni di euro. Attentato o cortocircuito? La Procura indaga
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Uno yacht da sei milioni di euro è bruciato interamente nella notte fra lunedì e martedì dentro la Darsena Pisana. E' uno yacht che viene genericamente noleggiato a terzi, di proprietà della Fast & Fashion Yachts Srl, società dell'imprenditore livornese Fabrizio Politi - al centro delle cronache rosa - e del socio Carlo Maiocchi. «La barca - ha spiegato Politi - appartiene alla Società di charter ma l'anno scorso, affittata ad un cliente, aveva dato problemi all'impianto elettrico. Non avendo possibilità di messa a terra nella nostra sede, l'abbiano affidata ai vicini Cantieri di Pisa dove erano in corso i lavori di riparazione della centralina». Non è stato ancora chiarito cosa possa aver portato alla distruzione dell'imbarcazione di lusso, un Mangusta 107 (107 piedi, 32 metri dunque) che porta il nome di Bellissima. Le ipotesi sono varie: da quella dolosa ad un possibile corto circuito derivato da lavori in corso all'impianto elettrico. Sul pauroso rogo la procura ha aperto un'inchiesta mentre la grossa imbarcazione è stata messa sotto sequestro. Le fiamme sono divampate intorno alle 2 del mattino: a dare l'allarme un passante e poi decine di telefonate arrivate ai pompieri perfino dalla costa, soprattutto da Tirrenia, di persone terrorizzate dal bagliore che riempiva il cielo nella notte. Un allarme sostanziale, che ha evitato di trasformare in un enorme rogo l'intero cantiere, generalmente in ogni caso sorvegliato da telecamere ma anche da guardiani, che però quella notte non ci sarebbero stati. I vigili del fuoco sono intervenuti con due mezzi completi Aps, tre botti e un'autoscala: in tutto una ventina di uomini che hanno lavorato fino alle prime ore del mattino prima di poter aver ragione della fiamme. Dalle 9 di ieri fino a sera, l'opera dei pompieri nel cantiere è proseguita con l'impiego di una decina di uomini per la presenza di numerosi e continui focolai ed il possibile ripetersi del fuoco, data la massiccia presenza di materiale infiammabile. Unica parte della lussuosa imbarcazione sinistramente sopravvisuta al rogo la carcassa scheletrita dello scafo. C.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
