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CONVEGNO CNA
Le ditte livornesi restano senza appalti
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LIVORNO. Che fine ha fatto il codice etico degli appalti sottoscritto con enfasi dalle amministrazioni locali e disatteso nell'applicazione? Perchè la quasi totalità delle stazioni appaltanti pubbliche della provincia non ha l'Albo di fiducia dei fornitori? Perchè viene usata negli appalti unicamente la procedura negoziata con il criterio del massimo ribasso e non quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa? Sono alcune delle domande a cui Cna (nella foto il direttore Valtriani) ed Api fanno ai rappresentanti di enti ed aziende pubbliche locali invitati all'iniziativa sugli appalti organizzata da Pmi Unite oggi alle ore 17.00 presso la sede della Cna. «Dietro queste domande ci stanno milioni di euro che dall'inizio dell'anno stanno andando a beneficio di aziende con sede al di fuori della nostra provincia - afferma Marco Valtriani direttore della Cna - dimostrando l'insensibilità che la classe politica ha nei confronti delle sorti delle imprese livornesi. Sono dati lampanti che, in molti casi con estrema fatica (vedi Asl 6), si desumono dai bandi di gara espletati dal gennaio 2010 ad oggi e che vedono oltre il 50% delle risorse andare fuori provincia: nei i bandi sotto gli 80/100.000 euro qualcosa in più rimane, ma come si passa la soglia dei 100.000 euro si arriva per alcune stazioni appaltanti anche ad oltre il 70% del valore degli appalti».
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