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Il cementificio Sacci chiuderà per tre mesi
Sindacati e dipendenti decisi a opporsi: «Presidieremo l'azienda»
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LIVORNO. Dal primo di agosto il cementificio Sacci, la ex Cementir, una delle imprese storiche livornesi, verrà chiuso. Una chiusura che la proprietà ha annunciato per 13 settimane, fino a tutto ottobre, ma che dipendenti e sindacati temono possa essere definitiva, visto che uno stabilimento con questo tipo di produzione se non viene mantenuto, o meglio ancora, fatto funzionare, per un periodo di tempo così lungo ha gravissime difficoltà a ripartire. Proprio per questo, in vista dell'incontro fissato con l'azienda il 21 luglio, sindacati e maestranze, pur dicendosi disponibili, come in passato, a fare la loro parte di sacrifici, non accettano la chiusura. «Se decideranno una cosa del genere presidieremo lo stabilimento - annunciano - faremo noi in modo che non si blocchi tutto». Ecco quello che è stato annunciato ieri alla camera del lavoro, presenti Nicola Triolo e Simonetta Bagnoli, Cgil, Giovanni Pardini e Stefano Neri della Cisl, Fabio Vediani Uil, ma anche Marco Morini e Luca Margiacchi della Rsu e Maurizio Demi, Fillea Cgil. In questa sede si sono spiegati i pesanti timori per l'occupazione, che vedrebbe i 23 tra operai e impiagati in cassa integrazione a zero ore, ma che vedrebbe in di fficoltà anche il personale dell'indotto, altrettante persone tra dipendenti delle ditte di manutenzione e soprattutto padroncini che con i loro camion trasportano il cemento. L'azienda ha spiegato ai sindacati che in un momento di grave crisi dell'edilizia, si ritiene sia necessario spostare la produzione di Livorno, 115mila tonnellate dicemento l'anno, allo stabilimento Sacci di Greve in Chianti. I sindacati contestato la cosa, spiegando che oltretutto Livorno e Greve hanno produzioni diverse. Quindi il vero timore è che la chiusura temporane sia solo l'avanguardia di una chiusura completa dello stabilimento, magari per mettere ad uso diverso l'area portuale dove sorge l'azienda. A questo proposito Bagnoli ha chiesto che le istituzioni facciano in modo, attraverso opportuni investimenti infrastrutturali, che questa azienda possa continure a lavorare, mentre Pardini ha sottolineato che ci sono più di 40 milioni dell'Autorità Portuale che vanno spesi e che servirebbero proprio a questo scopo.
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