Il Tirreno

Livorno

"Non si può morire così quando si ha appena 20 anni"

"Non si può morire così quando si ha appena 20 anni"

Disperato appello del padre di uno dei ragazzi sopravvissuti all'incidente sull'Aurelia. Ha un senso aspettare l'alba dopo la discoteca, dopo aver bevuto e  ballato tornare a casa quando ormai si è stanchissimi? E' giusto rischiare la vita a 20 anni per una serata di questo genere?

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"Torno ora dal Santa Chiara di Pisa dove ho lasciato ricoverato Carlo, uno dei quattro ragazzi coinvolti, , nello schianto della macchina su cui viaggiavano, contro un pino davanti a Camp Darby. «E’ andata di lusso». Me lo sono sentito ripetere praticamente da ogni infermiere.

Uno dei volontari delle ambulanze intervenute mi ha detto: «Pensavamo di dover portare via 4 cadaveri da come era conciata la macchina» e ha aggiunto la frase di cui sopra. Statisticamente, viste le modalità dello schianto, è sicuramente come dicono loro, ma Simone non c’è più e il fatto che mio figlio stia relativamente bene in un letto non sposta di un millimetro la questione: perché i nostri figli devono continuare a morire.

Non erano dei “bastardi” (e comunque anche questi hanno una mamma a casa). Ragazzi tutti studio e basket, Carlo è stato appena promosso con 100 alla maturità, unico altro hobby la pesca. Ti dice che va a Viaregio con gli amici, cosa fai, lo leghi? Poi alle 6 il letto è ancora vuoto e ti dici che sono a dormire in macchina da qualche parte, ma alle 8 arriva quella telefonata.

Babbi e mamme, nessuno è immune, quella telefonata può arrivare a chiunque. Non basta avere un bimbo bravo per esserne immuni e quando arriva il mondo crolla. E’ andata di lusso sì, ma che lezione per chi rimane! Fuori del Pronto Soccorso decine di amici dei ragazzi, tanti piangevano.

Ho detto loro: «Piangere è giusto, ma pensateci prima, tutti. Che la lezione sia per tutti, chi c’era e chi avrebbe potuto esserci». Che moda è fare mattina a Viareggio e fermarsi a fare colazione a Pisa, per poi passare da quel viale maledetto dove quasi ogni pino ha legato un mazzo di fiori. Pensiamoci tutti! Simone non c’è più, ma almeno questa volta che serva a qualcosa".

Piero Michelini

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di Redazione web