Il Tirreno

Livorno

L'imam provoca Cosimi: «La nostra moschea facciamola in Fortezza»

Luciano De Majo
La platea dell’assemblea dei migranti in Fortezza Vecchia
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La platea dell’assemblea dei migranti in Fortezza Vecchia

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 LIVORNO. «La moschea? Questo è un ottimo posto per farla. Facciamola qui». Provocazione fino a un certo punto, quella dell'imam livornese Boukhari, che nel ventre della Fortezza Vecchia, dove va in scena l'assemblea regionale dei migranti che apre il meeting antirazzista dell'Arci, non nasconde il sogno della comunità musulmana: avere un luogo di culto.  Sul palco, ad ascoltarlo, c'è il sindaco Alessandro Cosimi, ma anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. E toccherà proprio a Cosimi rispondere all'imam che l'amministrazione è disponibile ad «aprire un percorso» che si concluda con l'individuazione di un luogo «non accettato, ma condiviso, sapendo che chi chiede diritti deve assumersi anche doveri». In effetti, sono quasi quattro anni che i musulmani rimbalzano da un ufficio all'altro del Comune e hanno anche parlato con la Spil. Hanno risorse da spendere, ma luoghi non ne sono mai stati individuati.  Al sindaco arrivano anche altri messaggi molto diretti. «Qui manca l'assessore al sociale, perché non pensare a uno straniero?», chiede una rappresentante delle comunità straniere. Giorgio Kutufà, presidente della Provincia, ricorda un intervento di una bambina marocchina il giorno del ricordo del bombardamento su Livorno, che mai avrebbe potuto immaginare «classi separate fra italiani e stranieri». «Io mi auguro che dalla vostra platea possa uscire il prossimo presidente della Provincia», dice Kutufà gettando il cuore oltre l'ostacolo e immaginando davvero un altro futuro.  E Rossi, il presidente della Regione, contestato dagli antagonisti per la questione dei Centri di identificazione e espulsione, promette impegni per l'integrazione in Toscana e annuncia che proporrà una legge «che conceda la cittadinanza italiana a chi nasce in Toscana, visto che su 33mila nuovi nati ogni anno, quasi 8mila sono figli di stranieri mentre adesso la cittadinanza arriva solo a 18 anni». Rossi avverte: «Servono le migliori intenzioni, ma soprattutto soldi, e questa manovra economica ne toglie tantissimi al Fondo sociale. E' una manovra sbagliata perché non toglie niente ai ricchi, ha un segno distintivo di classe». «La legge Bossi-Fini non mi piace - conclude Rossi - e non mi piacciono neppure i Cie. Se però il governo vorrà farne uno in Toscana, non posso non rispettare la legge. Però porrò tutte le condizioni affinché siano luoghi dove i diritti fondamentali delle persone».  

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