Gioco
Baracchine, tutti i canoni L'affitto più caro è quello del Delfino
Anna Cecchini
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LIVORNO. Baracchina che vai, affitto che trovi. Nel senso che i canoni di locazione che il Comune richiede per dare in affitto le baracchine sul lungomare sono assai diversi di caso in caso. Tra i gestori c'è chi paga un capitale e chi invece se la cava con poche centinaia di euro. Per "valorizzare" le entrate derivanti dalla concessione di beni patrimoniali (come specificato nell'articolo sottostante), il Comune ha intenzione, per le baracchine come per fondi commerciali, edicole e altri immobili dati in concessione, di analizzare le scadenze contrattuali, le superfici, i canoni al metro quadrato, la situazione creditoria. Rimanendo alle baracchine sul lungomare, il locale che paga il canone di affitto più salato è il Delfino, i cui gestori, per una superficie di 179 metri quadrati, sborsano all'amministrazione ben 4.770 euro al mese. La baracchina di dimensioni più piccole, supera di poco i 22 metri quadrati, è quella intestata a Stefano Paolini, che ha un affitto di certo minore rispetto al Delfino: 327,29 euro al mese. Va detto che in alcuni casi - l'Ostricaio o L'Acquamarina - i canoni di locazione piuttosto bassi (778,58 euro nel primo caso e 360,22 nel secondo) sono da collegare allo scomputo delle opere di urbanizzazione. Comunque ad analizzare la lista delle entrate che il Comune riceve come canone di affitto delle venti baracchine che possiede sul lungomare, viene fuori che l'entrata mensile incassata dall'ente è pari a 35.466 euro al mese, che in un anno significa ricevere un canone globale di 425.594 euro. Diverse sono però le tariffe di locazione applicate ai vari concessionari che gestiscono le strutture. Tanto per andare a pescare tra le baracchine più note, c'è una bella differenza tra il canone a metro quadrato (18,3 euro) che devono pagare la baracchina Nicla (18,3 euro/mq) o La vela (13,25 euro/mq) e quello che invece spetta a locali come quello gestito da Mirko Carbonelli (ex Mica ernat) che paga oltre 33 euro per ognuno dei 43 metri di superficie del locale che gestisce. Per rimanere tra i locali che sul lungomare sono maggiormente frequentati, la Baracchina rossa, che questa estate accoglie il popolo della notte migrato dai nuovi chalet di viale Italia, per 152 metri quadrati di superficie i gestori pagano un canone di 7,56 euro al metro quadrato, per un totale di 1.680 euro al mese. A questi vanno aggiunti altri 1.120 euro mensili per i 101 metri quadrati relativi alla tabaccheria, che ha un diverso intestatario. I gestori della Baracchina bianca, altro luogo cult della movida livornese, sborsano al Comune, per oltre 86 metri quadrati di superficie sborsano 1.571 euro ogni mese.
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