Il Tirreno

Livorno

Viaggio sui mezzi Atl: scritte sulle pareti, sui sedili e perfino sul soffitto. Ripulire tutto costa migliaia di euro

Telecamere sui bus contro i vandali

Valeria Cappelletti
Telecamere sui bus contro i vandali

E' l'unico modo per salvarli dai continui imbrattamenti dei "writers"

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Disegni con la vernice spray. Sigle, firme e dediche fatte con pennarelli blu o neri. Tutto questo ricopre gli interni di buona parte dei mezzi di trasporto dell'Atl. A salvarsi da questo scempio ce n'è solo uno: è il bus su cui l'Atl ha installato in via sperimentale le telecamere (presenza evidenziata dai cartelli come prescrive la legge sulla privacy) contro i vandali. L'autobus in questione non ha subito alcun oltraggio né danneggiamento da parte dei vandali, segno che la videosorveglianza è un deterrente efficace. A quanto pare, il rischio di essere identificati, riduce i writers a più miti consigli.  E a questo punto l'Atl sta seriamente pensando di piazzare le telecamere sui bus impiegati sulle linee più frequentate: ci sarà da compiere un sacrificio economico inziale, ma poi non si dovranno spendere soldi per ripristinare i danni provocati dai vandali.  Quello che i passeggeri sono costretti a vedere oggi sugli autobus trasmette un senso di sporcizia e di incuria che fa male alla nostra città e a chi invece ha rispetto per i beni pubblici. Per testare di persona la gravità dei fatti, abbiamo scelto alcune linee urbane cittadine e percorso buona parte del tragitto da loro compiuto. Risultato? Scritte, scritte e ancora scritte. Il primo bus visionato è stato l'1R, nel tragitto che va dalla fermata davanti alla Gelateria Oasi, sul viale Italia, fino a quella in piazza Grande. Saliamo dalla parte posteriore e ci imbattiamo in uno scenario desolante: i sedili arancioni sono ricoperti da scritte nere, nessuna zona si salva. Stessa sorte per finestrini e pareti circostanti. Anche il vetro della porta di salita è ricoperto da scritte. C'è da domandarsi come abbiano fatto ad agire indisturbati, senza che conducente o altri passeggeri potessero vedere.  Il giro prosegue sul 2 che da Montenero arriva fino alla Stazione. Il quadro non cambia: firme come "Csf!" o "Sbc!" con tanto di punto esclamativo, ricoprono ogni angolo della parte posteriore della vettura, scelta forse perché è la più riparata. Alcune scritte sono opache, segno che si è cercato di provvedere alla cancellazione, ma il risultato è un alone scuro che non migliora le cose. Da Atl sottolineano che il lavoro di pulitura è molto complicato e i risultati non sono soddisfacenti, perché gli imbrattatori usano materiali difficili da togliere.  Continuiamo il nostro viaggio scegliendo la linea 3, direzione Scopaia-Collinaia. Oltre agli immancabili scarabocchi sui sedili, nella parte posteriore, una scritta campeggia quasi al centro del mezzo, sul soffitto. Impossibile realizzarla senza essere visti. Non è che queste persone accedono al deposito dei mezzi? Le scritte, soprattutto sulle linee 1 e 3, ricoprono anche la parte esterna del bus. L'azienda assicura che nessuno può entrare nel deposito, sorvegliato da una guardia 24 ore su 24. L'unica possibilità è che i vandali agiscano quando il bus è fermo al capolinea e il conducente si allontana per qualche istante.  Quanto costa all'Atl pulire pensiline e mezzi da questi scarabocchi? Per le pensiline si parla di circa 4mila euro al mese, decine di migliaia di euro per la pulizia straordinaria dei mezzi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web