Gioco
Bartalucci: il voto non era sulla persona, siamo preoccupati per i costi aggiuntivi per lamministrazione
Bufera sul garante dei detenuti
Luciano De Majo
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Daniela Bartalucci, presidente della Circoscrizione 1 e, a fianco, il carcere delle Sughere Due circoscrizioni su cinque bocciano il regolamento, si divide il Pd
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LIVORNO. La bufera sul garante dei detenuti arriva dalle circoscrizioni. In due su cinque, la 1 e la 4, il regolamento è stato bocciato. Non si trattava di una votazione sulla persona da indicare per svolgere il ruolo di garante dei detenuti, ma solo sul regolamento, che da palazzo Civico è stato mandato ai cinque consigli di circoscrizione. Se alla 2, alla 3 e alla 5 c'è stato il "via libera", lo stop è arrivato dalle due circoscrizioni più rosse. E ciascuno dei due casi ha fatto storia a sé. Alla 1 è finita con un solo voto favorevole (quello di Ettore Carpenè, vicepresidente, di Sinistra ecologia e libertà), cinque astenuti e sei contrari, col gruppo del Partito democratico che si è espresso per l'astensione. La presidente della Circoscrizione 1 Daniela Bartalucci, infatti, si è astenuta. Altri due consiglieri del Pd, invece, hanno unito i loro voti a quelli del centrodestra e delle altre forze che hanno votato contro. Il risultato è stato la bocciatura. «Sia chiaro - dice proprio Daniela Bartalucci - che nella nostra astensione non c'è un giudizio negativo sulla figura del garante dei detenuti, ma solo la volontà di una riflessione e un messaggio di preoccupazione sulla creazione di un altro ufficio oneroso, in una fase in cui si tagliano le risorse del decentramento». Da due mesi, infatti, i consiglieri di circoscrizione non percepiscono più gettone di presenza, per decisione presa dal Comune in vista della soppressione delle Circoscrizioni prevista dalla Finanziaria. Diversa la posizione del Pdl, che invece ha criticato il regolamento affermando che era sbagliato che la nomina fosse una «prerogativa esclusiva del sindaco» preferendo invece che spettasse «al consiglio comunale, dopo una ampia discussione». Alla Circoscrizione 4 la votazione è finita in parità: sette sì, sette no e due astenuti. Lì la linea del Pd era a favore del regolamento, ma una consigliera ha votato contro insieme al centrodestra e un'altra si è astenuta. Tecnicamente, il voto di parità significa che la delibera non è stata approvata. Nessuno mette in dubbio che queste votazioni fossero non sulla persona ma sul regolamento, ma è difficile che possa sfuggire la portata politica dell'esito negativo del voto in queste due circoscrizioni, visto che il Pdl, attraverso il suo consigliere Andrea Romiti, da alcune settimane sta portando avanti una forte battaglia contro la possibile nomina a garante dei detenuti di Marco Solimano, presidente dell'Arci, per il suo passato (datato oltre trent'anni fa) in gruppi che scelsero la lotta armata. E' in quest'ottica che nei prossimi giorni il gruppo consiliare del Pd in consiglio comunale presenterà una mozione (primo firmatario il capogruppo Gabriele Cantù) in cui apprezza l'orientamento già espresso dal sindaco Cosimi, ovvero quella di procedere con la nomina di Solimano.
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