Il Tirreno

Livorno

Licenziata dall'Upim per 90 euro

lu.dem.
Il negozio Upim di via Grande nei mesi precedenti la chiusura
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Il negozio Upim di via Grande nei mesi precedenti la chiusura

È sotto processo per furto: non pagò tre tappeti

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 LIVORNO. L'hanno licenziata per 92 euro. E ora è sotto processo per furto. Ivana Tessari, 57 anni, lavorava alla Upim, nel negozio di via Grande chiuso ormai da un paio d'anni. Una sera, all'ora di chiusura, il responsabile del negozio fermò all'uscita lei e altri due colleghi per controllare, nel caso avessero acquistato qualcosa, la relativa ricevuta.  Lei, l'imputata del processo una cui udienza si è svolta ieri mattina, aveva con sé tre tappeti per un valore complessivo di 92 euro, ma nessuno scontrino che attestasse il pagamento. A confermare il racconto di quanto avvenuto, in aula, è stato proprio Francesco Scapua, all'epoca dei fatti direttore della Upim di via Grande. «Restò calma, non si mostrò molto agitata quando la fermai all'uscita», ha detto il responsabile del negozio. Solo lei fu pizzicata, perché degli altri due controllati uno non aveva comprato niente e un altro era in regola con lo scontrino.  Incalzato dalle domande dell'avvocato Monica Cionini, che difende l'imputata, lo stesso Scapua ha anche detto che la dipendente dell'Upim accusata di furto non aveva mai avuto una contestazione in quasi trent'anni di lavoro, né procedimenti disciplinari. Un comportamento sempre esemplare, il suo, sul lavoro. La difesa ha anche voluto una precisazione sulla cifra che l'imputata avrebbe mancato di pagare: dal momento che i dipendenti del magazzino potevano beneficiare di uno sconto del 30 per cento sul materiale acquistato, anziché 90 euro, la donna avrebbe dovuto sborsare poco più di 60 euro.  Ivana Tessari renderà il proprio esame davanti al giudice Antonio Del Forno alla prossima udienza. La donna è stata licenziata dalla Upim proprio pochi mesi prima della chiusura di via Grande, dove adesso c'è il magazzino spagnolo Zara. Oltre al processo penale, è in corso anche una causa di lavoro che la cassiera ha promosso davanti al giudice di via De Lardarel per ottenere l'annullamento del licenziamento.

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di Redazione web