Sicurezza
Ma lavvocato del titolare protesta: troppo fiscali con lora di chiusura
«La Cornetteria chiuda»
lu.dem.
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Il negozio di piazza della Repubblica di cui il Comune ha ordinato la chiusura Il Comune diffida il locale di piazza della Repubblica
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LIVORNO. «Non hanno rispettato la sospensione, ora devono chiudere». Il Comune ha usato la mano pesante con la Cornetteria di piazza della Repubblica. E in questi giorni il dirigente dell'Ufficio turismo e commercio Fabio Saller ha firmato la diffida al titolare del locale, imponendogli la chiusura entro tre giorni. Il commerciante in questione, Marco Musto, attraverso il proprio legale, l'avvocato Tullio Contu, fa sapere di non essere d'accordo con la decisione dell'amministrazione. «Mi sembra che il mio cliente sia stato un po' perseguitato - dice l'avvocato - perché i provvedimenti che gli sono stati inflitti a causa del ritardo nell'orario di chiusura non sono stati comminati anche ad altri negozi simili, che si trovano nella stessa zona. Mi sembra doveroso chiedere uniformità di trattamento». Per due volte il Comune ha ordinato una sospensione alla Cornetteria. La prima volta nell'agosto dello scorso anno, dal primo al 7 del mese. La seconda volta a novembre, dal 16 al 25. E in tutte e due le occasioni - stando a quanto sostiene l'amministrazione comunale - il locale è rimasto aperto. La normativa consente al Comune di ordinare la chiusura dei negozi che non rispettano le sospensioni. E così è successo: il 25 febbraio di quest'anno è stata firmata l'ordinanza di chiusura del locale. Ma anche questa, secondo ciò che hanno riferito all'amministrazione i vigili urbani, è rimasta lettera morta. Lo hanno chiarito i sopralluoghi della polizia amministrativa, incaricata di effettuare i controlli, secondo i cui verbali la Cornetteria è rimasta regolarmente aperta a dispetto dell'ordinanza che ne disponeva la chiusura. A questo punto, è scattato l'ultimo dei provvedimenti del Comune: o entro tre giorni il locale viene chiuso oppure potrà essere la forza pubblica a eseguire la diffida. Proprio in queste ore il commerciante colpito dal provvedimento del Comune, indagato per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità secondo l'articolo 650 del codice penale, sta mettendo a punto la sua strategia difensiva. Per ora chiede di poter usufruire dello stesso trattamento di cui godrebbero altri negozi vicini, ipotizzando la prosecuzione dell'allungamento dell'orario di apertura.
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