Il Tirreno

Livorno

Alessandra, Marta e C. Si avvera il sogno delle allieve ufficiali

Laura Lezza
In alto gli allievi schierati sul ponte della nave scuola Sotto Giorgio Trossarelli comandante della Vespucci
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In alto gli allievi schierati sul ponte della nave scuola Sotto Giorgio Trossarelli comandante della Vespucci

Salpata la Vespucci. «Un viaggio fondamentale» E sulla banchina lacrime, baci e foto ricordo

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 LIVORNO. Lacrime, tante. Fazzoletto bianco in una mano, macchina fotografica digitale dall'altra. Il rito della partenza della bellissima e maestosa nave scuola Amerigo Vespucci con gli allievi della prima classe dell'Accademia Navale per i corsi estivi ha il potere di riproporre riti e sentimenti antichi e straordinarie novità dei nostri giorni.  Pianti, saluti, braccia alzate, scatti con digitali, cellulari, video, immagini pronte a volare su Facebook, o via mail, a congelare un ricordo su qualche desktop almeno fino al ritorno. E non dimentichiamoci i marinai che salpano e le mamme e fidanzate che piangono, secoli di letteratura e immagini. Qui non c'è più Didone ed Enea, non ci sono più i marinai di Tolstoj o la disperazione della Eveline di Joyce. Qui Eveline non è indecisa sul da farsi con il suo Frank, se partire o meno. Qui Eveline è a bordo, vestita con una bella divisa blu e dai bottoni d'oro e ha le idee chiare. Sulla banchina del porto, ieri mattina, a salutare la partenza della nave scuola che in 3 mesi farà sosta in 7 porti tra Africa e Nord Europa c'erano tante mamme e fidanzate e mogli, e bambini e padri e nonni e nonne commosse, ma c'erano anche fidanzati, amici. A bordo, oltre l'equipaggio, 113 allievi, di cui 26 donne e 9 stranieri. E questo è anche il viaggio dell'allieva Adjamamayarè Kebe, 21 anni, senegalese. Occhi intensi e fisico di gazzella è arrivata dal Dakar pochi mesi fa, senza conoscere l'italiano. Ora ha superato tutti gli esami, ed è la prima donna senegalese ad essere entrata nella Marina Militare Italiana: «Ho fatto un concorso, è sempre stato il mio sogno entrare nella Marina. Amavo la divisa, sin da piccola. Da oggi sulla Vespucci imparerò e scoprirò di più, sono qui per migliorare. E' stato duro superare gli esami, la lingua, ma oggi sono così orgogliosa di essere qui». Accanto a lei c'è la livornese Alessandra Gabrini, 20 anni. Segue le orme del padre, tanta emozione e curiosità. «Non è ancora del tutto sorpassata la differenza in Marina tra uomini e donne. Siamo ad un buon punto, dobbiamo solo dimostrare di più per per essere accettate come donne militari e non solo come donne. Ma qui sarà bello condividere con tutti i colleghi gli stessi obiettivi, gli stessi sacrifici». Sguardo determinato, modi sicuri e sorriso dolcissimo il sottotenente di vascello Marta Pratellesi, aggiunge: «Quando ho visto arrivare la Vespucci ho avuto un tuffo al cuore!». E' imbarcata come ufficiale, terza esperienza sulla nave: «E' la nave più bella del mondo, scuola di addestramento nostra immagine nel mondo. Rivivo l'emozione degli anni passati, ma oggi è una nuova esperienza, con una diversa responsabilità!». La banda si schiera, arriva dell'ammiraglio Pierluigi Rosati, poi l'ispettore delle Scuole della Marina, l'ammiraglio Cristiano Bettini. La musica e il silenzio dei saluti militari. Tutti sull'attenti e i discorsi a bordo, gli allievi con le loro divise blu e l'equipaggio con quelle bianche. Non c'è retorica però su questa nave. «Sarà un viaggio fondamentale» dice Rosati. Un viaggio che li farà diventare un vero corso, fino ad oggi sono state solo delle entità distinte e separate.

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di Redazione web