Tdt a un passo dal divorzio
Cristiano Meoni
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Enzo Raugei (sotto) e a destra Cecilia Battistello e Thomas Eckelmann (Contship) Un'altra fumata nera: Contship e Compagnia verso la separazione
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LIVORNO. Un altro passo verso la rottura definitiva in Tdt. Dopo cinque ore filate di discussione, prima nell'assemblea dei soci e poi nel consiglio d'amministrazione, ieri Contship e Compagnia Portuale hanno dovuto prendere atto che non sono d'accordo. Non sono d'accordo sulla proposta, fatta dall'azionista tedesco, di aumentare le deleghe dell'amministratore delegato Martini per rendere il terminal più governabile. Una divergenza che si era già manifestata due settimane fa nel consiglio d'amministrazione e che, riconfermata ieri in assemblea, di fatto apre la procedura di "deadlock": un meccanismo previsto dai patti parasociali per disincagliare la società dalle situazioni di impasse su questioni strategiche, che consente a un socio di presentare un'offerta per rilevare la quota dell'altro. Ma prima di andare alle buste, si farà un ultimo tentativo diplomatico: un incontro tra i vertici della Compagnia Portuale e il numero 1 di Eurokai Contship, Thomas Eckelmann, che sarà fissato quando quest'ultimo rientrerà ad Amburgo. Una maratona che si è conclusa con l'ennesima fumata nera: ecco cosa è stata l'assemblea. Da una parte il presidente della Compagnia Portuale Raugei e i consiglieri portuali di Tdt Boccone, Mannocci e Dalli. Dall'altra, in rappresentanza di Contship Terminal, Ravano e i consiglieri di Tdt in quota Contship Marcucci e Martini. Secondo i patti parasociali, su argomenti rilevanti - da approvare nel consiglio d'amministrazione a maggioranza qualificata - è sufficiente che in assemblea si verifichi per una volta una situazione di «stallo» per aprire la procedura di deadlock: nei trenta giorni successivi, ciascun socio può fare un'offerta per rilevare tutta la società. O tutto o niente. Ma uno "stallo" si verifica se uno dei soci lo fa verbalizzare, e questo ieri non è accaduto. E' sintomatico che neppure i partecipanti all'incontro siano in grado di prevedere cosa succederà. Entrambi gli azionisti ieri hanno giocato a carte coperte, in attesa del chiarimento definitivo tra Raugei ed Eckelmann. Quella della separazione consensuale, senza spargimento di accuse e di sangue, è un'ipotesi più che concreta. «Qualora dovessero sorgere controversie non superabili - recita infatti l'accordo firmato il 1 aprile ad Amburgo - i soci di comune accordo si renderanno disponibili a valutare percorsi di disimpegno non traumatici per la società». Tutto questo è filtrato dalla cortina di "silenzio stampa" alzata dai partecipanti all'incontro. Sia i rappresentanti della Compagnia Portuale che quelli di Contship, al termine dell'assemblea di ieri, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni per non rischiare di compromettere una situazione già ampiamente deteriorata.
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