Gioco
Piccini non cambia il Pot Più banchine pubbliche
Jimmy Morrone
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A sinistra Roberto Piccini, presidente dell’Authority e il presidente della terza circoscrizione Battocchi A destra un momento della seduta sul Pot3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La strada da percorrere è lunga, ma intanto l'Autorità portuale prova a fissare i paletti e le scadenze. Attraverso un'illustrazione in forma pubblica nelle stanze della Circoscrizione 3 del Piano operativo triennale 2010-2012, qualche giorno prima dell'approvazione da parte del comitato portuale fissata per il 16 luglio. Ieri il presidente Roberto Piccini ha presentato il documento provvisorio, ancora in attesa di un voto da Comune e Provincia. I tempi di realizzazione dei progetti elencati - assicura il numero uno dell'Autorità Portuale - saranno rispettati, mentre i costi degli interventi, 300 milioni di euro per tre anni, sono già interamente finanziati. «Il Pot - ha spiegato Piccini - è uno strumento operativo di breve-medio periodo di supporto al Piano regolatore portuale il cui punto più importante riguarda la Piattaforma Europa. E' un piano triennale strategico di sviluppo e progettualità nato secondo lo slogan "Livorno, il porto dei porti", ossia l'ambizione di trasformare in otto aree specializzate e funzionali le attuali tre location, Porto vecchio, Darsena 1 e Darsena Toscana.
Non dimentichiamo che Livorno in quanto a movimentazione di merci con i 32 milioni di tonnellate del 2008 è seconda sola a Genova». Progetti, parole e tre punti fermi: multipurpose, green port (strutturare il porto secondo dettami ecologici) e la produzione di energia tramite offshore e lo sfruttamento del movimento delle acque. Niente fotovoltaico, «perché - secondo Piccini - il rendimento sarebbe inferiore alle necessità». Nel comitato portuale del 16 luglio sarà illustrata anche la verifica fatta sui piani di impresa dei concessionari. Poi si passerà al contenuto del piano. Non ci saranno stravolgimenti rispetto alla versione iniziale presentata il 16 aprile in Capraia. Solo qualche chiarimento, ha detto Piccini, per motivare alcune delle scelte più dibattute. Resta l'idea di trasformare in banchine pubbliche gli accosti 46 e 47 dell'Alto Fondale, di ricomprendere nel porto passeggri le banchine della Calata Orlanda (ma limitandone l'uso ai ro-ro pax), di prevedere un terminal «general cargo» sulla Sponda Ovest, di destinare la banchina 75 al traffico delle crociere.
Il dibattito ha coinvolto i consiglieri circoscrizionali guidati dal presidente Giovanni Battocchi e animati dalle frequenti richieste di Michela Crotti (Pdl), a cui Piccini ha risposto punto per punto. Si è parlato dell'elettrificazione delle banchine, sperimentazione che potrebbe consentire alle navi in ormeggio e ai rimorchiatori di restare a motore spento quando sono fermi. E si è parlato dell'eventualità di rendere navigabile il tratto finale dello Scolmatore: una chiatta - dice Piccini - è in grado di movimentare 200 veicoli a percorso. Progetti ambiziosi: Piccini ha toccato punti come il turismo, il risanamento dei fossi e il recupero della Torre del Marzocco, e poi la nuova collocazione alla Bellana delle barche ora nell'area studiata per il porto turistico, con un ormeggio in grado di ospitare 700 imbarcazioni. Qualche osservazione infine da Fabio Pittaluga (Pdrc), sulla possibilità di rendere agibile un imbocco a nord. «Da lì transiteranno le grandi navi, i contenitori, le petroliere - ha replicato Piccini - sarà la porta principale. Da sud passerà il traffico minore».
Non dimentichiamo che Livorno in quanto a movimentazione di merci con i 32 milioni di tonnellate del 2008 è seconda sola a Genova». Progetti, parole e tre punti fermi: multipurpose, green port (strutturare il porto secondo dettami ecologici) e la produzione di energia tramite offshore e lo sfruttamento del movimento delle acque. Niente fotovoltaico, «perché - secondo Piccini - il rendimento sarebbe inferiore alle necessità». Nel comitato portuale del 16 luglio sarà illustrata anche la verifica fatta sui piani di impresa dei concessionari. Poi si passerà al contenuto del piano. Non ci saranno stravolgimenti rispetto alla versione iniziale presentata il 16 aprile in Capraia. Solo qualche chiarimento, ha detto Piccini, per motivare alcune delle scelte più dibattute. Resta l'idea di trasformare in banchine pubbliche gli accosti 46 e 47 dell'Alto Fondale, di ricomprendere nel porto passeggri le banchine della Calata Orlanda (ma limitandone l'uso ai ro-ro pax), di prevedere un terminal «general cargo» sulla Sponda Ovest, di destinare la banchina 75 al traffico delle crociere.
Il dibattito ha coinvolto i consiglieri circoscrizionali guidati dal presidente Giovanni Battocchi e animati dalle frequenti richieste di Michela Crotti (Pdl), a cui Piccini ha risposto punto per punto. Si è parlato dell'elettrificazione delle banchine, sperimentazione che potrebbe consentire alle navi in ormeggio e ai rimorchiatori di restare a motore spento quando sono fermi. E si è parlato dell'eventualità di rendere navigabile il tratto finale dello Scolmatore: una chiatta - dice Piccini - è in grado di movimentare 200 veicoli a percorso. Progetti ambiziosi: Piccini ha toccato punti come il turismo, il risanamento dei fossi e il recupero della Torre del Marzocco, e poi la nuova collocazione alla Bellana delle barche ora nell'area studiata per il porto turistico, con un ormeggio in grado di ospitare 700 imbarcazioni. Qualche osservazione infine da Fabio Pittaluga (Pdrc), sulla possibilità di rendere agibile un imbocco a nord. «Da lì transiteranno le grandi navi, i contenitori, le petroliere - ha replicato Piccini - sarà la porta principale. Da sud passerà il traffico minore».
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