Gioco
Dopo la lite sulla centrale a biomasse
E qualcosa scricchiola nell'alleanza di Cosimi
1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un consiglio comunale che salta per volontà del gruppo di maggioranza assoluta, un consigliere di maggioranza (Romano, Idv) che presenta una mozione firmata anche dalle opposizioni e che prima accusa le «mani in pasta» del Pd per poi ribaltare le sue valutazioni negative nei confronti di Sinistra ecologia e libertà. Infine, un consigliere del Pd, nonché presidente della Compagnia portuale, che prega cortesemente l'esponente dell'Italia dei valori di rimangiarsi le accuse lanciate. Tutto questo, in un momento in cui i dipietristi si avvicinano al loro congresso e dopo l'addio di Marta Gazzarri non si escludono notti dai lunghi coltelli per scegliere i nuovi vertici. E' grande la confusione sotto il cielo del centrosinistra che governa la città di Livorno. In altri tempi, quelli che hanno preceduto l'elezione diretta del sindaco, fatti come questo avrebbero determinato la caduta della giunta. Questo non succederà, anche perché il Pd ha 22 consiglieri su 41 e può fare ciò che vuole, anche permettersi di mandare a gambe all'aria il consiglio comunale. Ma se questa non è una crisi politica dell'alleanza che governa Livorno, in quale altro modo può essere definita?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google