Il Tirreno

Livorno

«Da Romano parole inquietanti»

Luciano De Majo
Enzo Raugei, presidente della Compagnia portuale
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Enzo Raugei, presidente della Compagnia portuale

Biomasse, dura replica di Raugei: mai avuto niente da nascondere

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 LIVORNO. «E' lecito che Romano sia contrario a questo tipo di iniziative, non per questo mi balena per la mente che lui abbia "mani in pasta" con chi magari ha interesse per ben altri fini a creare ostacolo a questo progetto». Enzo Raugei, presidente della Compagnia portuale e consigliere del Pd, replica così al capogruppo dipietrista Andrea Romano.  Una risposta garbata ma anche molto decisa, quella dell'esponente del Partito democratico, che definisce alcune delle dichiarazioni di Romano sul progetto della centrale a biomasse in porto «non solo plateali, ma anche inquietanti nel contenuto».  «Voglio precisare - dice Raugei - che faccio politica da trent'anni, ho avuto incarichi istituzionali, ma mai sono stato sospettato di agire nell'interesse dell'azienda che rappresento e tantomeno di aver mai coinvolto il partito in questioni che riguardano progetti di attività economiche intraprese dalla Compagnia, così come si lascia intendere dalla frase "partiti che hanno le mani in pasta..."».  Nel merito del progetto di centrale, il presidente della Compagnia portuale rammenta che «l'iniziativa riguarda la produzione di energia pulita in perfetta sintonia con le direttive del protocollo di Kyoto, della Comunità europea, nel rispetto del decreto Bersani sulle liberalizzazioni e in linea con gli obiettivi regionali e nazionali in materia» e che il procedimento «è passato dallo scrupoloso rispetto delle procedure di legge vigenti, passando dal vaglio dell'Ente all'uopo preposto, rappresentato dalla Provincia, che a sua volta ha coinvolto altri 28 Enti pubblici e privati, analizzando puntualmente, con grande capacità tecnica, il progetto in tutti i suoi dettagli in modo trasparente e cristallino».  Poi Raugei esprime un giudizio politico sulla mozione presentata in consiglio comunale: «Sono contrario perché la ritengo fuori dai tempi, non in linea con le direttive comunitarie per cui credo debba essere riscritta con contenuti che guardano oltre il facile populismo, con un indirizzo che manifesti la capacità di governo della questione energetica, pur tenendo di conto delle diverse sensibilità».  C'è, infine, la questione dell'installazione dei filtri per l'abattimento delle polveri. «La società Porto Energia - conclude Raugei - ha già dato la massima disponibilità in questa direzione a patto che vi sia un effettivo beneficio, riscontrabile con la rilevazione della effettiva quantità di polveri emesse al camino, diversamente rischieremmo di consumare inutilmente energia per alimentare gli elettrofiltri. La società si è impegnata anche a rispettare quelle che saranno le indicazioni che deriveranno dallo studio della qualità dell'aria della zona di competenza, come scritto nel verbale della conferenza autorizzativa».

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