Gioco
Oggi le salme dei coniugi travolti in scooter da unauto alle spiagge bianche verranno trasportate ai Lupi
Quei nonni, ragazzini nello spirito
Lara Loreti
Giancarlo e Giovanna vivevano una stagione felice, se ne sono andati in un soffio
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LIVORNO. Una felicità spezzata in un soffio. Giancarlo Mantovani, 74 anni e Giovanna Bonatti, 83, vivevano una stagione serena e spensierata della loro vita. Sono volati via in un attimo, sulla strada, la stessa che amavano tanto. «Era destino che morissero sull'asfalto: la loro passione era girare e visitare i posti». È l'amara riflessione della nuora Monica. A travolgerli un giovane che si era messo alla guida dopo aver bevuto, come è emerso dall'alcoltest. Ogni giorno i coniugi scorrazzano in sella allo scooter come due ragazzini, a caccia di posti nuovi. Insieme facevano la spesa, insieme andavano a comprare il giornale, e poi a fare un giro al mare. Quasi tutti i weekend prendevano il camper, caricavano l'Honda e poi si recavano al campeggio di Marina di Bibbona. «Adoravano quel posto - racconta Monica - Parcheggiavano il camper vicino al mare, montavano sullo scooter e via, come due giovani fidanzati». Giancarlo e Giovanna giovedì mattina sono stati travolti sulla vecchia Aurelia, nella zona delle spiagge bianche. Una Polo, guidata da Valeri Tchepelev, 26 anni del Kazakistan, ma residente a Arezzo, li ha presi in pieno. Mantovani è morto sul colpo, la moglie poco dopo in ospedale a Cecina. Il giovane conducente, che viaggiava con due amici tedeschi, è risultato positivo alla prova dell'alcol (valore intorno a un grammo per litro) ed ora è indagato per omicidio colposo. Il caso è seguito dal pm Gianfranco Petralia. Distrutto dal dolore il figlio Stefano Mantovani, camionista, che abita con la moglie Monica e il figlio Daniele di 22 anni alla Leccia. «Erano due persone molto dinamiche e sportive. Mio padre ha lavorato una vita come portuale, era in pensione già da anni, ma non aveva mai smesso di godersi la vita». Giancarlo Mantovani amava i giri in scooter, ma era soprattutto appassionato di bicicletta. «Fino a pochi anni fa, praticava ciclismo al livello amatoriale - dice Stefano - Faceva dei giri a Montenero e Castellaccio. Una passione che ha sempre coltivato, sin da quando era giovane. Mio padre si manteneva in forma: stava attraversando un bel momento, non posso pensare che se ne sia andato via così, nel giro di pochi istanti». Anche la moglie Giovanna amava lo sport e le passeggiate nel tempo libero. Ma la sua vera passione erano i bambini e il cucito. Per anni aveva lavorato all'ospedale di Livorno come sarta, poi nell'ultima fase della sua attività, si era spostata nel reparto di Pediatria dove aveva continuato a cucire, ma dove soprattutto faceva, per passione, da "bambinaia" ai piccoli ricoverati. «Era la mamma e la nonna di tutti - dice la nuora Monica - Mi raccontava sempre di come si fosse divertita a lavorare con i piccoli». I coniugi lasciano nel dolore Stefano, figlio unico, la nuora Monica e il nipote Daniele, i fratelli e cognati Mario e Silvana, Luciano, Piera e Gino, e tutti i parenti. Ieri le salme sono state preparate per il trasporto (che avverrà domani alle 10) dall'obitorio di Rosignano al cimitero dei Lupi. Il funerale sarà celebrato nella cappella dei Lupi, domani alle 11.
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