Sicurezza
Forze Armate, risorsa della città
Roberto Riu
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Lammiraglio Rosati Convegno dell'associazione paracadutisti e del Rotary
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LIVORNO. L'economia di un territorio è la risultante dei vari settori che producono reddito e lavoro. Spesso però nel computo sfugge all'attenzione un elemento assai significativo costituito dalle forze armate ivi operanti e dalle relative famiglie. L'occasione per quantificare il contributo economico delle forze armate nel territorio livornese è stata appunto offerta dal convegno, primo del genere nella nostra città, promosso dalla sezione locale dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia e dal Rotary: un incontro svoltosi ieri pomeriggio nella Sala consiliare della Provincia e che ha visto il saluto del presidente provinciale Giorgio Kutufà e l'intervento dei vertici delle istituzioni militari esistenti sul territorio livornese, mentre a moderare il dibattito era il dott. Pietro Batacchi, senior analist del Centro Studi Internazionali. Erano presenti, in particolare, l'ammiraglio comandante dell'Accademia Navale Pierluigi Rosati, il generale Federico D'Apuzzo, comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, il generale Silvio Ghiselli, comandante della 2/a Brigata Mobile dei Carabinieri, il colonnello Benedetto Lipari, comandante provinciale della Guardia di Finanza ed il generale Stefano Fort, comandante della 46/a Aerobrigata (di stanza a Pisa). Oltre ad illustrare la fondazione, l'evolversi e l'odierno assetto di ciascuna componente militare, ogni relatore ne ha pure espresso la consistenza locale in termini di risorse umane che va poi a riverberarsi sull'economia livornese. «La marina militare - ha spiegato l'ammiraglio Rosati - che oltre all'Accademia navale, comprende anche la direzione del Genio, l'Ufficio Tecnico Navale, l'ex Mariteleradar e la Capitaneria di Porto, schiera qui a Livorno ben 2000 marinai a cui si aggiungono 350 dipendenti civili». Molto rilevanti anche i numeri della Brigata Paracadutisti Folgore che qui a Livorno schiera circa 2500 militari pari alla metà della sua consistenza totale, mentre per la Benemerita si parla, nelle sue diverse articolazioni, di un migliaio di carabinieri dislocati sul territorio provinciale. Nel medesimo ambito territoriale la Guardia di Finanza schiera infine circa settecento militari di cui la metà di stanza a Livorno ed un centinaio allineati nella componente navale.
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