Il Tirreno

Livorno

Parla il giovane kazako al volante della Polo

«Sono pronto a pagare per quello che ho fatto»

«Sono pronto a pagare per quello che ho fatto»

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 ROSIGNANO. «Ditemi cosa devo fare, sono distrutto e sono pronto a pagare tutte le conseguenze». Valeri Tchepelev, il ragazzo di 26 anni al volante della Polo grigia che ha ucciso Giancarlo Montagnani e sua moglie Giovanna, è disperato. «La mia vita da oggi non è più la stessa, ma voglio fare qualcosa per la famiglia che ho rovinato. Vi prego, ditemi come», ha detto ieri all'avvocato milanese Piero Porciani, che difende gli interessi della famiglia Tchepelev.  Lo stesso legale ammette che il giovane è risultato positivo alla prova dell'alcol test eseguita nella tarda mattinata di ieri all'ospedale di Cecina. «Ma stiamo parlando di un valore medio basso. Per favore - dice l'avvocato - non scrivete che Valeri era ubriaco perché la causa di questa tragedia è in realtà un colpo di sonno. Ma intendiamoci: il ragazzo non vuole assolutamente sottrarsi alle proprie responsabilità».  Valeri Tchepelev, nato a Karaganda nell'ex Unione Sovietica, da anni risiede ad Arezzo con la famiglia (il padre è un ex colonnello dell'esercito russo, la madre è in pensione). Neolaureato in biotecnologia all'Università di Firenze, il giovane lavora come commesso in un negozio di abbigliamento. E come molti ragazzi della sua età ama vivere la notte. Basta vedere il suo profilo su Facebook per capire che gli piace il mondo delle discoteche, della musica in generale.

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di Redazione web