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Guido Bruschi, il barbiere rosso compie novant'anni
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LIVORNO. Guido Bruschi è uno di quegli uomini che può dire di essere rimasto fedele agli ideali della sua gioventù. Il "barbiere rosso", lo chiamavano e lo chiamano ancora quelli che lo conoscono meglio. E che sanno ciò che per lui ha rappresentato la militanza a sinistra, per tutta la vita. Oggi per Guido è un giorno di festa. Compie novant'anni ed è un traguardo importante, da ricordare come si deve. Con la famiglia, prima di tutto. La moglie Loriana, i figli Furio e Mila e le nipoti gli staranno vicini come al solito. E nei prossimi giorni, il circolo del Partito democratico di Shangai gli consegnerà una targa, alla presenza del sindaco Alessandro Cosimi e del segretario del partito Marco Ruggeri. Shangai, eccola la parola magica per descrivere la vita di Guido Bruschi. Quello è stato il suo habitat naturale, lì ha lavorato da dirigente della sezione dell'allora Partito comunista, al quale aderì giovanissimo, fin dagli anni della clandestinità. Bruschi, infatti, partecipò attivamente alla Resistenza. Insieme al fratello Bruno, contribuì alla costruzione del Cln di Crespina, il centro pisano dove era sfollato durante la guerra. Una volta finita la guerra e riconquistata la libertà, nel 1946, insieme a Quirino Calafati, fu uno dei fondatori della Cna livornese. Per quasi sessant'anni ha gestito un negozio di barbiere in via Provinciale Pisana. Come spesso succedeva in quegli anni, il negozio del "barbiere rosso" si trasformò in una sorta di sede di partito aggiunta divenendo un vero e proprio punto di riferimento per tanti suoi compagni. Bruschi ha sempre partecipato attivamente alla vita di partito occupandosi in particolare del tesseramento e prestando un'attenzione appassionata ai problemi del quartiere, in special modo per quanto riguarda la "sua" Via Mastacchi. Un tempo lungo e importante, sottratto spesso anche alla famiglia. Ancora oggi Guido Bruschi ricorda le decine di riunioni, fatte nelle case dei vari dirigenti, oppure nelle sezioni di partito che faticosamente venivano riaperte dopo la Liberazione. Entrò in contatto con i principali esponenti del Pci dell'epoca, da Nelusco Giachini a Bino Raugi, restando sempre legato al suo rione. Anche oggi, perfettamente in salute, continua questo lavoro per il suo partito. Proprio lo scorso anno, per dare un segnale preciso alla sua gente in una elezione amministrativa che si annunciava particolarmente difficile, ha deciso di rimettersi in gioco a 89 anni, candidandosi nella lista del Pd per la Circoscrizione 1. Pochi anni fa il Capo dello Stato lo ha insignito dell'onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica. Tifosissimo del Livorno, amante della buona tavola e appassionato di ippica, Guido Bruschi è ancora un osservatore attento della realtà politica, ben lungi dal perdere l'ironia tipica dei livornesi.
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