Gioco
«Beni culturali, nuova intesa con la Regione»
Juna Goti
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Unimmagine dellaula Mariana a Montenero Il vescovo Giusti sprona le istituzioni durante il convegno in diocesi
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LIVORNO. Un elenco di urgenze livornesi in un mare di opere che hanno fatto della Toscana - per usare le parole del direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci - il "giardino artistico del mondo". Sono il restauro che non può più aspettare nella chiesa della Madonna, quello da terminare nella parte bassa della chiesa di Santa Caterina, i crolli nella già transennata San Ferdinando, la cripta-perla di San Jacopo e il tetto che viene giù nella chiesa di San Giuseppe (peraltro già tinteggiata all'esterno e subito riempita di scritte). Le ha elencate il vescovo, monsignor Simone Giusti, a margine del convegno "Conoscere per conservare. Conservare per conoscere" organizzato ieri nella sede della diocesi livornese dalla Conferenza episcopale toscana. «Nel nostro territorio - esordisce monsignor Giusti - non siamo a zero nella conservazione e promozione del patrimonio culturale, ma serve una nuova intesa almeno con la Regione e con l'Anci». L'esigenza di fare rete è stata sottolineata dai numerosi relatori presenti al dibattito, tra i quali il direttore dei Musei Vaticani e presidente di Memoria Ecclesiae Antonio Paolucci, l'arcivescovo di Firenze e presidente della Cet Giuseppe Betori e il sindaco di Livorno e presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi. Proprio dalla sede del vescovato labronico è quindi partita l'idea di costituire una commissione - composta da rappresentanti della Regione, della Cet e dell'Anci - che definisca un piano triennale di interventi e si preoccupi di trovare le risorse necessarie. Le diocesi toscane, in collaborazione con l'assessorato regionale alla cultura, hanno anche pensato a corsi di formazione e aggiornamento per aiutare i volontari nella comprensione dei significati dei beni ecclesiastici. Il convegno si è chiuso con l'avvio dei lavori delle tre commissioni specifiche nei settori d'intervento già previsti dall'accordo Regione-Cet: Beni architettonici e sistemi informatici connessi, musei e valorizzazione dei beni culturali e beni librari, archivistici e istituzioni culturali.
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