Il Tirreno

Livorno

Authority, scatta la corsa Il sindaco candida Piccini ma Nardi prende tempo

Cristiano Meoni

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 LIVORNO. L'annuncio che l'ammiraglio Raimondo Pollastrini il 18 giugno lascerà il comando generale della guardia costiera ha dato la stura al toto-candidati per l'Autorità Portuale, in scadenza a dicembre. A Trieste danno Pollastrini in corsa per l'Authority giuliana mentre "Il Secolo XIX" da Genova scrive che l'ammiraglio sarà il presidente dell'Authority livornese. Al momento, però, c'è un solo candidato in pista per Palazzo Rosciano: l'attuale presidente Roberto Piccini. Il Comune proporrà solo il suo nome e così anche la Provincia. Nessuna sorpresa dovrebbe arrivare da Capraia, il canale che il centrodestra usò nel 2002 per proporre Bruno Lenzi. Più incerta la designazione della Camera di Commercio. Il presidente Nardi, pur giudicando positivamente il lavoro di Piccini, non esclude che dalla discussione con tutte le componenti camerali possa uscire un nome diverso o più nomi. Il sindaco per Piccini  Una partita a scacchi che si gioca su tavoli diversi: a Livorno, a Firenze, a Roma. Entro settembre Comune di Livorno, Comune di Capraia, Provincia e Camera di Commercio dovranno proporre al ministero dei trasporti un candidato. Il sindaco Alessandro Cosimi ha un'idea chiara: «Viste le modalità con le quali si è andati a una riconferma dei presidenti uscenti a Piombino e, nel passato, a Livorno, auspico che ci sia un nome unificante per tutti: quello di Roberto Piccini». Finora, a Livorno come a Piombino, i presidenti usciti dal primo mandato sono stati sempre riconfermati: è successo con Nereo Marcucci nel 1999 e con il piombinese Luciano Guerrieri un anno e mezzo fa. E in entrambi i casi dagli enti locali era arrivata una proposta secca.  Kutufà: un nome unico  Sulla stessa linea è la Provincia. «Sono per replicare il metodo scelto per la nomina di Guerrieri a Piombino - dice il presidente Kutufà - Si aspetta la lettera d'interpello del ministero, si convoca una riunione tra tutti i soggetti e si concorda una scelta. Il nome lo farò quando arriverà la lettera da Roma». Che farà Matteoli  Gli enti locali sono propensi a fare una candidatura secca. Ma, come è già successo a Piombino, il ministro Matteoli potrebbe chiedere almeno due nomi, in modo da avere una reale possibilità di scelta. Ed è in questa seconda fase che potrebbero emergere altri papabili. Fra cui il più papabile di tutti: Raimondo Pollastrini. L'ammiraglio pensionato  Pollastrini avrebbe preferito andare in pensione più tardi, per passare il testimone direttamente all'ammiraglio Brusco, suo successore designato. Ma lascerà l'incarico alla scadenza prevista, consentendo così all'ammiraglio Lolli, che va in pensione a fine anno, di fare il comandante della Guardia Costiera anche per pochi mesi. Non è vero, dunque, che Pollastrini ha anticipato la pensione per rendersi disponibile a eventuali altri incarichi. Fatto sta che l'ammiraglio resta una delle "risorse" a disposizione del ministro Matteoli per le Authority in scadenza a dicembre: Livorno e Trieste. Ma lui avrebbe chiesto di restare a Roma, in un alto incarico. Il terzo candidato  Se però fosse Pollastrini il secondo nome, andrebbe bene agli enti locali? Non è facile dire no a una persona con il suo profilo, ma in caso di un braccio di ferro prolungato potrebbe spuntare un outsider. Un candidato di mediazione: Riccardo Conti, Angelo Roma o un fantomatico "mister X" da presentare un attimo prima di un eventuale commissario Pollastrini.  

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