Gioco
Sorgenti. Lamarezza dei parrocchiani dopo il trasferimento del prete Castiglioncello
Mille firme per don Cristian
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Don Cristian Leonardelli è stato trasferito dalle Sorgenti a Castiglioncello «Il vescovo ci dica almeno che potrà in futuro tornare fra noi»
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LIVORNO. Quasi un migliaio le firme in calce alla lunga lettera degli abitanti di Sorgenti e dintorni: 943, a esser precisi. Riguardano il trasferimento di don Cristian Leonardelli, ora in servizio alla parrocchia di San Pio X. Il vescovo ne ha annunciato lo spostamento a Castiglioncello. E le famiglie della zona mettono nero su bianco il loro sconcerto: temono di veder finire in fumo la rete di solidarietà e impegno fin qui creata. I firmatari ci tengono a ribadire che non cercano scontri con la curia: «Non contestiamo il trasferimento, non possiamo. Semplicemente ci domandiamo: Chi andrà adesso a trovare queste persone che si sentono tanto sole? Chi li farà sentire ancora utili e amati? Queste persone chiedono la possibilità che don Cristian ritorni presto da loro». Ecco, la richiesta che si alza dalle Sorgenti è proprio questa: il vescovo non chiuda la possibilità che don Cristian torni a San Pio X in futuro, magari non lontanissimo. Nella lettera si afferma che «noi vogliamo poter percorrere il nostro cammino che si sogna: quello di garantire a tutti un futuro migliore, ricco di giustizia, uguaglianza, amore e benessere. Ci auguriamo che tutto ciò non resti un'utopia. Se utopica è stata la speranza che non venisse trasferito auspichiamo che non lo resti un suo ritorno in questo quartiere dove tanti lo amano e dove egli tanti ama». Il documento si sofferma anche sulle difficoltà sociali del rione: «più del 15%» dei residenti non ha un titolo di istruzione, forti sono il disagio sociale e la disoccupazione, cresce l'esercito di immigrati e poveri («anche intere famiglie, non solo stranieri ma anche italiani»). Di fronte a questi problemi l'arrivo di don Cristian Leonardelli da Trento - viene spiegato - è stata la molla che ha portato alla creazione di un «progetto di integrazione e miglioramento culturale» nel solco di don Lorenzo Milani. Non basta: in giugno e luglio è nato un gruppo estivo per impegnare i ragazzi in età 7-14 anni così da dare una mano ai genitori che lavorano («possono così contare su un servizio educativo dalle 8 alle 14.30»). Di don Cristian viene segnalato il ruolo nella Caritas, la capacità di «infondere coscienza critica e responsabilizzare gli adulti, i ragazzi, gli uomini, le donne ed intere famiglie all'aiuto reciproco e alla realizzazione di progetti solidali». La lettera aperta insiste su quest'aspetto: «Chi porterà avanti tutti questi progetti intrapresi con tanta sollecitudine ed impegno? Dobbiamo temere che con il suo trasferimento andrà tutto a morire? Temiamo di sì. Temiamo che si ritorni indietro». I quasi mille firmatari mandano un messaggio alla diocesi: soprattutto in una zona popolosa come Sorgenti, c'è bisogno di preti come don Leonardelli. Perché «con la loro semplicità di espressione arrivano al cuore delle persone»; perché «con il loro impegno coinvolgono le persone ed intere famiglie in progetti di solidarietà e fratellanza»; perché «con la loro immensa fede risvegliano quella un po' sopita in tanti di noi»; perché con il loro esempio «rendono il loro ed il nostro servizio il modo di essere "sul campo", come fratelli, con affetto e amore disinteressato».
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