Gioco
Il Teatro Goldoni incorona la voce giovane della lirica sotto il segno di Mascagni
Valeria Cappelletti
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Doppio premio per Sara Cappellini Maggiore (in alto a destra) mentre riceve la targa del Tirreno e (sotto) il primo premio della giuria Sara Cappellini Maggiore arriva prima nel giudizio della giuria del Cantiere e di quella del Tirreno
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LIVORNO. Ieri sera i "mostri" sacri della lirica hanno lasciato i Campi Elisi per discendere tra i tendaggi e le poltrone rosse del Teatro Goldoni. Pietro Mascagni, Giacomo Puccini, Richard Wagner e molti altri sono tornati a vivere grazie alle voci di undici giovani talenti. Suoni potenti, armonie cristalline, voci calde, hanno colorato il concerto "Da Cavalleria Rusticana... a La Boheme", esibizione finale del Cantiere Lirico "Pietro Mascagni e i musicisti del suo tempo", ideato dalla Fondazione Teatro Goldoni. Se è vero, come diceva Pierre de Coubertin, che l'importante è partecipare, inutile dire che nell'animo di ognuno di questi cantanti vincere ha comunque valore. Tre i premi assegnati ai più meritevoli che potranno collaborare con la Fondazione: il soprano genovese Sara Cappellini Maggiore (prima classificata); il soprano parmense Maria Simona Cianchi (al 2º posto); il soprano albanese Ana Lushi (terza). A decidere il destino di questi giovani è stata una giuria popolare formata da appassionati di lirica e assidui frequentatori del Teatro Goldoni. Altro premio è stato assegnato da cinque lettori del Tirreno, che hanno risposto in maniera corretta a una domanda pubblicata sul quotidiano. A ricevere la targa Sara Cappellini Maggiore. Infine, un ultimo riconoscimento come miglior voce di tenore, assegnato dal Circolo Amici dell'Opera Galliano Masini, è andato al romeno Rudolf Buchman. I giovani artisti sono approdati al Cantiere Lirico dalla Toscana, tra loro anche tre livornesi: Viviana Di Carlo (mezzo soprano), Chiara Mattioli (soprano) e Michele Pierleoni (baritono), ma anche da altre zone d'Italia, da Stati Uniti, Romania e Albania. Sul palcoscenico del Teatro Goldoni hanno proposto brani tratti da arie immortali come Cavalleria Rusticana e L'Amico Fritz di Pietro Mascagni, La Gioconda di Amilcare Ponchielli, Turandot di Giacomo Puccini, Das Rheingold di Richard Wagner e Thais di Jules Massent. Diciassette brani coinvolgenti e a concludere la serata l'intramontabile Boheme di Giacomo Puccini. A dirigere l'Orchestra della Fondazione, che con grande maestria ha saputo accompagnare le voci dei ragazzi, il maestro Valerio Galli, altra giovane promessa del panorama musicale italiano e al pianoforte Anna Cognetta.
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