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Rifugiato politico, in città dal 2007 gestisce tre kebab in centro
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LIVORNO. È arrivato in città tre anni fa, dopo aver chiesto asilo politico all'Italia. E nel giro di poco tempo, lavorando notte e giorno e con tanti sacrifici, è riuscito ad aprire tre negozi di kebab. Una vita complessa quella di Nesip, 28 anni, turco curdo di Varto (Anatolia). Sposato con un figlio più un altro in arrivo, il giovane commerciante ha vissuto per tutto questo tempo da solo, in città: la moglie Sevda e il bambino l'hanno raggiunto solo quattro mesi fa. La famiglia abita in zona piazza san Marco e il piccolo ora frequenta la terza elementare. Non è stato facile per loro ambientarsi in una città nuova, anche per via della lingua. Ma grazie al suo buon carattere, Nesip è riuscito a farsi ben volere da tutti. Prima di arrivare a Livorno, Nesip ha vissuto per qualche mese ad Ancona. «Poi un amico mi ha detto: vieni con me a Livorno, si sta bene. Ora sono più tranquillo, ma ho passato brutti momenti: nel mio Paese lavoravo in un internet point. Ma avevo dei problemi con la polizia, essendo curdo. E così sono dovuto andare via». Tutta la sua vicenda è seguita dallo studio legale Galli&Galdieri. Dell'incidente si sta occupando la polizia municipale, che procede per lesioni colpose. «Il piccolo Muchait ha lesioni superiori a 20 giorni, sotto il profilo penale - dice Piergiorgio Lenoci, collaboratore dello studio legale - Inoltre, si prospetta anche un danno, per questo i nostri clienti si costituiranno parte civile al processo». L.L.
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