Il Tirreno

Livorno

Misericordia a rischio commissariamento

Lara Loreti
Il preposto della Misericordia, Enrico Della Bella
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Il preposto della Misericordia, Enrico Della Bella

Bilancio bocciato: il preposto forse si dimetterà dopo l'assemblea al veleno

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LIVORNO. Bilancio consuntivo bocciato. E la Misericordia rischia il commissariamento. Un'assemblea dal sapore amaro s'è svolta ieri pomeriggio nella sede dell'associazione in via Verdi. La mancata approvazione del bilancio è un atto di sfiducia verso il magistrato, che potrebbe dimettersi. Da molti viene definita una riunione di routine, con il solo compito di ratificare il bilancio, già certificato dai revisori dei conti e rivisto da studi di commercialisti. L'approvazione sembra un atto dovuto. Il bilancio contiene entrate e uscite del 2009: 7-8 milioni di euro in cui sono compresi tutti i movimenti economici dell'associazione, legati anche alle opere del nuovo cimitero in viale Boccaccio (deficit di 80mila euro). Eppure, al termine dell'assemblea, c'è chi storce la bocca. Questo bilancio "non s'ha da fare". E giù con le contestazioni. Ad esempio: c'è chi critica l'acquisto del terreno, sul quale poi è stato costruito il camposanto. E poi c'è chi si lamenta della cessione da parte della Misericordia alla Spil (società a maggioranza comunale) del passo in via Verdi per raggiungere il parcheggio dell'Odeon, in fase di costruzione. Tra una critica e l'altra, il risultato finale è che al momento del voto, la maggioranza dei votanti dice no al bilancio. Un atto di forte sfiducia nei confronti dell'attuale magistrato, che s'era insediato tra le polemiche un paio di mesi fa, e del preposto Enrico Della Bella. I voti contrari sono arrivati dai sostenitori della ex lista 2, rivale di quella dell'attuale preposto, che in fase post voto aveva contestato la validità delle elezioni. «Si sono organizzati, sono venuti con le deleghe di amici e parenti apposta per votare contro il bilancio», si mormora in via Verdi. Fatto sta che la maggioranza, democraticamente, si è espressa. E ora l'associazione rischia di essere commissariata: Della Bella potrebbe dimettersi e la gestione della Misericordia potrebbe passare nelle mani di un commissario. Una decisione, quest'ultima, che deve esser presa dalla Confederazione delle Misericordie a Firenze, sentito anche il parere del vescovo di Livorno. «Con questo gesto rischiate di mandare all'aria 400 anni di storia», ha detto Della Bella al termine dell'assemblea generale. Poi il preposto s'è chiuso nel silenzio. Ma forse già oggi comunicherà la sua decisione. Intanto i malumori fioriscono. E l'atmosfera in via Verdi è sempre più tesa. «Il bilancio, anche senza deleghe, sarebbe stato sfiduciato lo stesso - dice Antonio Bonanno, capo lista 2 alle elezioni - Le deleghe sono state un di più e sono previste dallo statuto. A me, che ho votato contro, non è piaciuto come è stato impostato: le voci sia attive sia passive erano poco chiare: non si riuscivano a capire bene le spese. E poi è anche un voto politico, uno strascico delle elezioni: questo magistrato non lo vogliamo».

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