Gioco
«Ma resteremo una banca livornese»
Pardini svela l'accordo con i senesi: posti in consiglio e autonomia
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LIVORNO. «La Banca della Costa Etrusca resterà una banca locale. E sarà più forte e competitiva». Forse Franco Pardini, presidente della Bce, sperava in un percorso meno accidentato per l'ipotesi di fusione con Banca Cras («non so se la faremo davvero»). Ma è deciso a portare in fondo le sue ragioni: «Le piccole banche devono aumentare la massa critica perchè altrimenti con il protocollo di Basilea 2 e ancora più di Basilea 3 non potranno più fare banca. Bce ha negoziato un accordo molto vantaggioso con Banca Cras. Avremo due posti nel consiglio d'amministrazione della nuova banca, tra cui quello di vicepresidente. Avremo un posto nel comitato esecutivo del credito. E l'attuale consiglio d'amministrazione della Bce sarà mantenuto e trasformato in un comitato di territorio». Un organo consultivo, certo, «ma le decisioni sul credito, per quanto riguarda la nostra area, si prenderanno qui: il nostro direttore generale Andrea Giani sarà vicedirettore generale della nuova banca con piena autonomia di manovra sul territorio livornese e pisano. Banca Cras ci ha riconosciuto molta autonomia perchè è consapevole delle straordinarie potenzialità del nostro territorio. Saranno aperte nuove filiali a Cecina e Livorno. La sede legale sarà mantenuta a Sovicille, ma sarà riconosciuta una seconda sede per l'area tirrenica a Rosignano». L'idea di una banca tutta livornese è però abortita. «No - risponde Pardini - la banca resterà livornese per le cose che ho appena detto, in più sarà una banca ben patrimonializzata e più competitiva. La fusione era un obiettivo che ci eravamo dati per il 2013, lo abbiamo anticipato di due anni perchè ci siamo resi conto che, con l'introduzione di norme più rigide, avremmo avuto problemi a fare banca. Tuttavia, di recente abbiamo aumentato il capitale, presto saremo oltre i 7 milioni». «La fusione potrà esserci come no, la nostra è solo un'ipotesi». E sembra quasi un congedo, quello di Pardini: con l'approvazione del bilancio 2009, fatta giovedì scorso dall'assemblea, il suo mandato di presidente è scaduto. Ora si apre una fase nuova. C.M.
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