Gioco
«Giovannini ha sbagliato: paghi e se ne vada»
Luciano De Majo
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A sinistra, il direttore generale della Provincia Alessandro Giovannini; a destra, la sede di palazzo Granducale, Provincia, Cgil e Uil attaccano per il concorso annullato dal Tar
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LIVORNO. «Chi ha sbagliato paghi davvero». Il caso della selezione interna in Provincia, annullata da una recente sentenza del Tar per la mancata estrazione a sorte delle domande della prova orale, porta le segreterie della funzione pubblica di Cgil e Uil sul piede di guerra nei confronti dell'amministrazione provinciale. «Hanno esposto i lavoratori che hanno vinto quella selezione al pubblico ludibrio - dice Luca Conti, della Uil - e tutto perché hanno seguito procedure sbagliate». La Uil rimprovera alla Provincia di non aver neppure convocato i sindacati per capire come porre rimedio al pasticcio creato. «Di sicuro c'è che i soldi pagati in più in questi tre anni ai dipendenti che erano risultati idonei in quella graduatoria - spiega Conti - devono tornare nel Fondo d'incentivazione di tutti i lavoratori della Provincia. In tutto 90 mila euro, che non potranno certo essere tolti a quei dipendenti, che hanno svolto mansioni superiori a quelle che avevano. Se è vero che avrebbe pagato chi ha sbagliato, il direttore generale che presiedeva quella commissione d'esame è il maggior responsabile». Forti critiche al dg della Provincia Alessandro Giovannini arrivano anche dal segretario della Cgil funzione pubblica, Marco Menicucci. «Niente di personale contro di lui - dice - ma in questi anni mi sembra abbia dimostrato una sostanziale incapacità sul versante delle relazioni sindacali». Menicucci non nega che, durante questi anni, in Provincia ci siano state anche «operazioni positive sul fronte della gestione del personale». Eppure, anche in quei casi, «ci sono sempre stati mal di pancia e percezioni di qualcosa che non andava». «Al direttore generale facemmo subito presente, per scritto, l'anomalia che si era registrata in quel concorso - rivela Menicucci - eppure non ha avuto neppure l'idea di ripetere la prova orale come atto di autotutela. Cose che spesso accadono, perché il massimo dirigente di quest'Ente, che guadagna il 500 per cento di un dipendente medio, non ha fatto almeno questo?». La conclusione è che alla Cgil non dispiacerebbe affatto che Giovannini venisse rimosso dal suo incarico. «I direttori generali si fanno e si disfano - commenta Menicucci - come dimostra anche l'esperienza del Comune che ha cambiato in corsa il proprio orientamento rinunciando al direttore. Per come Giovannini si è comportato in questa occasione, non lo rimpiangeremmo di certo». Il messaggio che parte verso il presidente Giorgio Kutufà è chiaro: per Cgil e Uil bisogna cambiare passo. E se non succede? Menicucci annuncia la disponibilità ad aprire una stagione di conflitto. Conti, per la Uil, a indagare su possibili irregolarità da segnalare alla Corte dei conti.
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