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«Conflitti d'interessi e troppi prestiti» Bankitalia richiama Bce
Cristiano Meoni
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Al centro Franco Pardini, presidente dellAci e della Banca della Costa Etrusca: per Bankitalia è in conflitto dinteressi 4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una fusione obbligata. Fortemente caldeggiata dalla Banca d'Italia, i cui ispettori hanno avuto modo di esaminare a fondo i conti della Banca della Costa Etrusca. La fusione con la Banca Cras Credito Cooperativo di Sovicille e Chianciano Terme renderà la "banchina" di Livorno più solida, andando a colmare le lacune evidenziate dagli ispettori della Banca d'Italia: scarsa patrimonializzazione rispetto al volume degli impieghi, una dialettica interna pressochè assente - come risulta dai verbali dei consigli di amministrazione - e conflitti d'interesse dei suoi amministratori. Banca e bacini Uno di questi conflitti d'interesse è da mesi sotto i riflettori. Il presidente della Banca della Costa Etrusca Franco Pardini, come più volte scritto, è anche il promotore della Gestione Bacini spa, la società che si è costituita nell'ottobre scorso per candidarsi a gestire l'area dei bacini dell'ex Cantiere. La Bce è presente nel capitale della spa con una quota di 25mila euro nominali (e 6mila versati). Secondo quanto scrive Bankitalia, «il presidente del consiglio della banca Franco Pardini, promotore della costituzione della società Gestione Bacini spa, non ha dato notizia, agli altri amministratori e al collegio sindacale, della propria situazione di potenziale conflitto d'interesse, ai sensi della normativa civilistica e del regolamento interno, nell'operazione di sottoscrizione di un'interessenza nella citata società, operante in un settore distante dalla mission della banca». Riparazioni navali, appunto. Doppia veste Peraltro, scrivono gli ispettori, «l'acquisizione della partecipazione nella Gestione Bacini spa, istruita con sommarie motivazioni e deliberata dal consiglio d'amministrazione della banca il 30 settembre 2009, ha comportato il supero del limite dell'1% del patrimonio di vigilanza». E' sufficiente, secondo la Banca d'Italia, per configurare un conflitto fra l'interesse di Franco Pardini quale presidente della Banca della Costa Etrusca e quello dello stesso come artefice di un'iniziativa imprenditoriale che è partecipata e finanziata dalla banca. Fra l'altro, annotano gli ispettori, «a seguito della costituzione della società Gestione Bacini venivano nominati nelle principali cariche sociali taluni esponenti della stessa banca (il consigliere Marco Fiorillo e i sindaci revisori Paolo Bassani e Emanuele Panettoni) nonchè familiari dello stesso Pardini (Alessandro Carrara)». Franco Pardini sostiene di aver già chiarito tutto, con una memoria trasmessa a Bankitalia, e di non avere in essere «alcun conflitto di interesse». Pratica sotto esame Ma tra le pratiche finite nel mirino di Bankitalia vi sono anche affidamenti a società nelle quali avrebbero ricoperto un ruolo amministratori della banca: tra queste, un affidamento di 200mila euro ad un'azienda livornese controllata da una società estera, ora in liquidazione. Anche in questo caso Pardini dice che può esserci stato un equivoco ma «nessun conflitto d'interessi». Una banca gracile La Banca d'Italia ha concluso l'ispezione a metà gennaio, rimettendo a ciascun consigliere d'amministrazione le sue valutazioni. E «l'accertamento - si legge ancora nei rilievi degli ispettori - ha fatto emergere risultanze in prevalenza sfavorevoli». Gli ispettori di Bankitalia hanno rilevato «un sostenuto sviluppo degli impieghi verso controparti di rilevante dimensione, non coerente con la debole struttura organizzativa e con le linee guida definite in materia». Tutto questo «in un contesto di scarsa dialettica interna e di insufficiente attenzione alle valutazioni tecniche». Crisi di crescita La Banca della Costa Etrusca è molto cresciuta nei suoi primi tre anni di vita, realizzando un exploit di raccolta e impieghi, ma per crescere si è presa anche notevoli rischi: questo, in sostanza, dicono gli ispettori venuti da Roma. Con la fusione con Banca Cras, la fase di decollo si chiude e comincia quella del consolidamento, con un rapporto più equilibrato tra impieghi e patrimonio. «Per rispondere alle indicazioni di Banca d'Italia - dice il presidente della Bce Pardini - abbiamo ulteriormente aumentato il capitale: è già a 6 milioni e 700mila euro ma con gli ultimi versamenti passerà a 7 milioni e 300mila euro. Ma, nello scenario futuro di Basilea 2 e 3, il nostro patrimonio non sarebbe stato comunque sufficiente. Per questo abbiamo optato per la fusione con una banca molto patrimonializzata». Adesso la Banca d'Italia ha otto mesi di tempo per valutare le memorie difensive presentate dagli amministratori della banca, dopodichè potrà archiviare il procedimento o irrorare delle sanzioni. I bacini La Gestione Bacini spa è una società che si è costituita a ottobre per gestire i bacini dell'ex Cantiere Orlando. Ne fanno parte le principali aziende del settore nautico e cantieristico di Livorno. Promotore dell'iniziativa Franco Pardini, che ha messo assieme un gruppo di imprenditori. Nel capitale della società c'è anche la Banca della Costa Etrusca. La società parteciperà alla gara per i bacini.
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