Il Tirreno

Livorno

Ascoltate il pianto del vostro bambino

Gian Ugo Berti
Bambini nelle culle della nursery all’ospedale
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Bambini nelle culle della nursery all’ospedale

Il pediatra Dinelli: «Quando è energico è segno di buona salute» E in Giappone stanno già studiando l'interpretazione degli strilli

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 LIVORNO. Lasciarlo piangere ma non troppo. E stare sopratutto ad ascoltare come piange. Un aspetto di vita che è sempre esistito, ma verso il quale la medicina sta dimostrando interesse per grosse novità interpretative, al di là di interpretazioni soggettive e generazionali. Lo spiega il pediatra Piero Dinelli che ha lavorato per molti anni all'ospedale di Livorno, analizzando i risultati di studi internazionali sul pianto del bambino. «L'invito alle mamme - precisa Dinelli - è di non lasciarlo piangere troppo a lungo per evitare l'insorgenza di danni al sistema nervoso. Il meccanismo sarebbe imputabile all'eccesso di produzione dell'ormone surrenalico, con sofferenza delle cellule nervose».  Un piano forte e energico indica un bambino normale con vie aeree e polmoni ben funzionanti. «Un grugnito espiratorio - prosegue Dinelli - è invece associato a stress respiratorio, mentre uno stridore inspiratorio è causato da ostruzione delle vie aeree, un pianto dal suono particolarmente acuto orienta verso possibili lesioni cerebrali». C'è anche la possibilità di ascoltare un pianto rauco che evidenzia il sospetto clinico di uno stato di ipotiroidismo, ovvero di ridotta funzionalità della tiroide. Davanti poi ad un pianto che assomiglia ad un miagolio ci si orienta verso malattie genetiche (sindrome del "cri du chat"), mentre malattie gravi possono ricondursi nell'assenza di pianto.  In sintesi, un pianto valido evidenzia la presenza di un sano, piccolo bambino nel contesto familiare ed esprime in particolare la sua volontà di relazionare. Ecco dunque il messaggio, a giudizio del pediatra livornese: per una valida comunicazione con i figli, è necessario un costante e continuo interscambio. Alle mamme, l'invito è a prestare la massima attenzione alla qualità del pianto del proprio bambino, senza allarmismi e stati di ansia, il tutto per la comprensione dei suoi bisogni e la soluzioni di tante situazioni di disagio.  Attualmente la ricerca (in particolare quella giapponese dell'Istituto di tecnologia Muroran di Hokkaido) ha monitorato i diversi tipi di pianto, analizzandone l'effetto sonoro. Ne è scaturita l'esistenza di fasi ricorrenti, a ciascuna delle quali, con specifici calcoli, è possibile attribuire certi tipi d'esigenza. Tramite un apposito computer si riuscirebbe a dare ad ogni strillo del piccolo una risposta interpretativa, col suo specifico significato.

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di Redazione web