Gioco
Vini, fragole e cibi pronti nel carrello della spesa Ecco i nuovi stili di vita
Cristiano Meoni
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LIVORNO. Nel carrello della spesa ci sono sempre più confezioni di cibi take away, vaschette di fragole, buone bottiglie di vino, confezioni di insalata già lavata, tagli di carni preparate e pronte per cuocere. E ci sono sempre meno bottiglie di olio, scatole di pasta, confezioni di acqua, cartoni di latte, arance, pomodori. C'è sempre meno necessario e sempre più superfluo (ma cos'è superfluo oggi?). E, soprattutto, nel carrello della spesa della Coop non c'è una cosa: la crisi, almeno rispetto a come siamo abituati a percepirla. Le vendite reggono. La crisi economica ha alleggerito le tasche dei livornesi ma alle casse dei piccoli e grandi supermercati Coop non se ne sono accorti. Nei primi quattro mesi dell'anno le vendite della cooperativa a Livorno non sono calate rispetto allo stesso periodo del 2009 (42 milioni). Il fatturato ha segnato un impercettibile -0,2%. Sono andate meglio nell'ipermercato di Porta a Terra che nelle Coop di quartiere, meglio nel bricolage (+10,1%) e negli articoli per la casa (+ 3,9%) e per la persona (+6,9%) che nel settore alimentari (-1%) e nel multimedia (-6,3%). Lo scontrino medio è rimasto invariato, è solo calata la frequenza: i soci Coop fanno la spesa tre volte la settimana e non più quattro. Vini e fragoline. La crisi si tocca con mano. Poi scopri che nella categoria "vini tipici" le vendite in quantità sono aumentate del 15% e in valore del 9%. Che le verdure sono in picchiata (-11% in valore) ma non quelle cosidette preparate: l'insalata pulita, lavata e confezionata, che costa il quadruplo di quella in foglia, è aumentata del 7,8% in valore e dell'8,8% in quantità. Scopri che il pesce che si vende meglio è quello in tranci e filetti, più caro ma anche più veloce da cucinare (+ 18,5 valore, + 15,8% quantità) e che l'unico frutto che regge sono le sfiziose ma costose fragole. Scopri che, nel reparto macelleria, tira soprattutto la carne preparata (+52,6% in valore e +42,4% in quantità). Consumi moderni. I consumi si stanno adattando a nuovi stili di vita anche in una città - Livorno - che è lenta a recepire le frustate della società contemporanea, che certo non corre. «Diciamo che è in atto una polarizzazione dei consumi - prova a spiegare il direttore commerciale di Unicoop Tirreno, Maurizio Lenzi - Aumenta la fascia di alta gamma e la fascia di primo prezzo, mentre si assottiglia la fascia di mezzo». Il ceto medio scompare anche fra gli scaffali. Single e autarchici. Nuovi stili di vita, dicevamo, che chiedono risposte su misura. Ci sono i "single" che vogliono porzioni take away, magari qualche bottiglia importante da bere con un amico/a. Nelle famiglie dove lavorano sia marito che moglie non c'è tempo per cucinare: e allora si scelgono filetti, tranci, pronto e cuoci, cibi freddi. Nella hit dei consumi si intravede anche un atteggiamento compulsivo: shopping come evasione dalle difficoltà, lo sfizio che distoglie da una preoccupazione, la vaschettina di frutti di bosco, la bottiglia di champagne che può dare il senso a una giornata storta. All'altro capo, c'è chi è tornato a farsi il pane in casa, come mostra la voce farina, cresciuta dell'11,20% in valore e del 14,10% in quantità. «Ora intravediamo già una nuova modalità: l'effetto fai-da-te» dice Lenzi. Autarchia e salutismo. Spaghetti ed Estathè. La famiglia modello Alberto Sordi - pane, salame e spaghetti - sta sparendo dai supermercati. Certi articoli che si portano dietro un'idea un po' retrò di consumo, solo perchè vanno lavati, sbucciati, cucinati lungamente - pomodori, pere, arance, ortaggi - sono in picchiata, anche come prezzi. «La deflazione è l'altro grande fenomeno in corso - riprende Lenzi - I prezzi di alcuni generi di largo consumo sono calati: gli agrumi, ad esempio, ma anche gli ortaggi. Oppure l'olio». In compenso, resistono alcuni evergreen. «Il nostro ipermercato di Livorno ha il record europeo di vendita di Estathè - sorride Lenzi - Non facciamo in tempo a riempire gli scaffali che già sono vuoti». Ma non quello al tè verde.
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