Sicurezza
Provincia, cento precari a rischio
Anna Cecchini
Con il provvedimento finanziario del governo i contratti potrebbero non essere rinnovati
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LIVORNO. Tremano i circa cento lavoratori precari che gravitano attorno alla Provincia, perché assunti all'interno delle società in house dell'ente pubblico, quelle a cui la Provincia ha affidato direttemente, senza gara, lo svolgimento di alcuni servizi. Tremano perché per loro la manovra approvata nei giorni scorsi dal governo potrebbe tradursi con la perdita del lavoro. A lanciare l'allarme è lo stesso presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, che spiega come le ricadute della manovra sui dipendenti degli enti pubblici debbano essere ancora chiarite. «Certo è - dice Kutufà - che la norma sembra essere molto restrittiva. Se così fosse si potrebbe prospettare un blocco del turn-over dei dipendenti pari almeno all'80%». Per non parlare dei precari, di quelle decine di lavoratori di società in house (tra le quali Ealp, Provincia di Livorno sviluppo, Imoform, Conform e Esa system - ex Td group) ossia società satellite della Provincia. «Abbiamo fatto un accordo - dice Kutufà - con il sindacato per stabilizzare, intanto, 30 dipendenti di Provincia di Livorno sviluppo. La nostra intenzione era la stabilizzazione, che la rigidità di questa manovra rischia di far saltare». Polemica nei confronti del governo la Cgil, che però lancia una stoccata anche all'ente provinciale. «Dopo che è stato firmato l'accordo - dice Marco Menicucci, segretario Cgil funzione pubblica - per assumere trenta persone a Provincia di Livorno sviluppo, le società satellite di questo tipo, piene di precari e contratti atipici, dovevano diminuire. Invece la Provincia non ha messo un freno a queste realtà che adesso contano circa 100 lavoratori». Anche il rappresentante Rsu della Cgil per la Provincia, Mauro Scalabrini, che a contatto con questi lavoratori lavora ogni giorno, sottolinea un'incongruenza: «Forse era meglio porre un freno ad assunzioni precarie e ragionare in termini di maggior prospettiva di stabilità. Si sarebbero create meno aspettative. Inoltre tra le varie società satellite della Provincia bisognerebbe che ci fosse maggiore unitarietà di trattamento».
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