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Livorno

Scuole, laboratori a rischio abbandono

Scuole, laboratori a rischio abbandono

Allarme dei sindacati: con la riforma tagliati gli addetti e diminuite le lezioni pratiche

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 LIVORNO. Laboratori scolastici a rischio abbandono, a partire dal prossimo anno. A lanciare l'allarme sono alcune sigle sindacali, che fanno notare come i tagli al personale Ata previsti dalla riforma Gelmini comporteranno il progressivo abbandono di quegli spazi finora utilizzati, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, per attività didattiche pratiche. Quegli stessi spazi ottenuti con fatica dai vari istituti scolastici, soprattutto medie inferiori e superiori, intenzionati a dare agli studenti un'offerta formativa più completa. «Si parla tanto di qualificare la scuola italiana - spiega Patrizia Villa, della Cgil scuola - e poi si va a tagliare proprio su quel tipo di insegnamenti che rappresentano un arricchimento fondamentale per gli studenti».  Ma perché questo retromarcia repentino sugli insegnamenti pratici? «Tutto deriva dal fatto - spiega Claudio Galatolo, segretario regionale Unicobas - che la riforma per le scuole superiori prevede una forte diminuzione degli orari di insegnamento. Una diminuzione che, alle scuole professionali e tecniche, sarà messa in atto non solo nelle classi prime ma anche in quelle successive». Ciò comporta, è chiaro, una contrazione delle ore di insegnamento di alcune materie. E sembra che a risentire della "sforbiciata" del ministro Gelmini saranno soprattutto gli insegnamenti di tipo pratico, per i quali i docenti si avvalgono anche di ore di attività di laboratorio: dalla biologia alla chimica, passando per tutte le discipline professionalizzanti che necessitano di insegnamenti paralleli a quelli teorici. «L'allarme più grave - dice Galatolo - è che con il taglio delle ore di lezione saranno tagliati posti di lavoro degli assistenti tecnici di laboratorio, che preparano i macchinari e fanno manutenzione. In tutta la provincia questi lavoratori, che fanno capo al personale Ata, sono circa 100 di ruolo e almeno 15 precari, a cui si aggiungono quelli che fanno le supplenze annuali». Insomma quasi 150 lavoratori che, visti i tagli del 25% al personale Ata già messi in campo dalla riforma Gelmini a partire dallo scorso gennaio, rischiano di restare a casa.  A questo si aggiunga che la stessa riforma prevede di diminuire il monte orario di insegnamento settimanale nelle scuole superiori. Significa che gli istituti dovranno ridurre le ore di lezione, ovviamente anche delle discipline che si avvalgono di ore di attività pratica. «Questo significa che le ore di laboratorio diminuiranno - conclude Villa -, sia per la contrazione degli orari, ma anche perché di fatto, con i tagli degli appositi assistenti tecnici sarà più difficile usare quegli spazi. Gli assistenti preparano le macchine, ne curano il funzionamento. Senza di loro i laboratori che fine faranno? Rischiano di essere abbandonati».  «Anche se gli insegnanti - sottolinea Galatolo - volessero andare a fare attività pratiche sarebbe impossibile. Un insegnamento di laboratorio necessita di tempo, con la riduzione oraria non ce ne sarà. E poi se il docente deve anche preoccuparsi di preparare i laboratori perché non ci saranno gli addetti è chiaro che le attività pratiche andranno a sparire». A.C.

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