Il Tirreno

Livorno

Civili intrappolati, arriva la Folgore

Civili intrappolati, arriva la Folgore

Simulata l'evacuazione di personale Onu da un Paese con due fazioni in guerra

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 LIVORNO. Un gruppo di diplomatici, di operatori Onu e di organizzazioni non governative sono rimasti intrappolati nella guerra civile in "Buzonia", un non meglio precisato paese extraeuropeo dove due fazioni hanno imbracciato le armi e si stanno combattendo. Sul posto, per cercare di dividere i contendenti, è stato inviato il battaglione europeo guidato dalla "Folgore": i parà raccolgono il personale in pericolo, lo controllano e lo portano nelle zone di evacuazione da dove, in elicottero, è messo in salvo.  Ecco su cosa verteva ieri mattina la parte conclusiva di "European Wind 2010", l'esercitazione che si è svolta durante la settimana tra Altopascio e Livorno e che è servita a testare la preparazione della forza di intervento rapido che sarà a disposizione della Nato e dell'Europa per i sei mesi da luglio a dicembre. Si tratta di un battaglione europeo, che oltre a circa 500 paracadutisti della Folgore comprende anche militari romeni e turchi, che completano gli effettivi della struttura a guida italiana.  Per permettere ai "valutatori" del comando di Roma di controllare che venissero rispettati gli standard europei previsti per questo genere di operazioni, i parà del 187º reggimento, guidati dal generale Federico D'Apuzzo hanno così allestito i loro centri comando da dove sono stati dirette le forze sul campo e, nella zona addestrativa di Valle Ugione, tra Livorno e Collesalvetti, un area di evacuazione. Qui il gruppo di persone, circa un centinaio, che impersonavano i civili di evacuare, sono stati identificati, controllati, interrogati e sottoposti anche ad eventuali cure mediche, prima di essere inviati, secondo le priorità stabilite, all'evacuazione vera e propria. Per questo era stata allestita, all'interno della "Scuola elementare di Lukula", una città di Buzonia, il "centrevac", ovvero il centro di evacuazione, composto di vari ambienti dove, con assoluto realismo, venivano ascoltate e assistite le persone da portare via. Particolare importante, anche se l'esercitazione si svolgeva in italiano, la Folgore ha a disposizione personale che parla correttamente inglese (utilizzato ieri per il birefing con gli ufficiali romeni e turchi), e, in casi come questi si ricorre sempre all'ausilio di un interprete locale. Da segnalare poi che nelle stanze del centro, posto all'interno di un perimetro di sicurezza vigilato dai fucilieri della Folgore, è previsto anche personale femminile per qualsiasi evenienza che possa riguardare assistenza e controlli alle donne.  Alla fine i vari personaggi da portare via sono stati muniti di una carta di evacuazione, che stabiliva in quattro diversi gradi la priorità nell'allontanarsi dall'area di crisi, e avviati, dopo una sosta in una tenda per riposarsi e rifocillarsi, al punto da dove sono stati messi in salvo.

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di Redazione web