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Terreni d'oro, 14 rinviati a giudizio
Luciano De Majo
Patteggia un imprenditore, la Veroni salvata dalla prescrizione
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LIVORNO. Processo per quattordici per la vicenda dei terreni d'oro acquistati dall'Autorità portuale. Truffa e corruzione le accuse distribuite fra i vari imputati Ieri il giudice dell'udienza preliminare Antonio Pirato ha rinviato a giudizio, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Massimo Mannucci, l'ingegnere Roberto Canessa, che ha effettuato le stime dei terreni poi acquistati dall'authority e la moglie Elisabetta Lorini, sua socia in un'impresa che avrebbe ricevuto fatture false. Davanti al collegio giudicante compariranno anche il commercialista Roberto Del Ghianda, perito incaricato dal tribunale delle valutazioni delle aree, il direttore dell'Agenzia del territorio Mario Spinosa, l'allora segretario generale dell'Autorità portuale Aldo Beccani, gli imprenditori proprietari delle aree Andrea Veroni, Alessio Veroni, Agostino Veroni, Annalisa Veroni, Alberto Vitarelli, Sabina Vitarelli e Licia Gasperini. Salvata dalla prescrizione la società Lino Veroni srl, che quindi non sarà chiamata a rispondere della responsabilità amministrativa, mentre rimane nel processo la Immobiliare Montefiori che fa capo ai Vitarelli. Ha patteggiato dieci mesi per le fatture false l'imprenditore livornese Silvano Marino, mentre andranno a dibattimento altri due imprenditori, sempre per fatture false: Bruno Sani e Franco Fedi.
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