Il Tirreno

Livorno

Sanatoria per 1530 case

Cristiano Meoni

Sono gli immobili fantasma scovati con le foto aeree

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 LIVORNO. Sanatoria in arrivo per 1530 immobili "fantasma" scovati con le fotografie aeree che non risultano censiti al Catasto. Ma non è l'atteso (o temuto) maxi condono edilizio che era stato fatto balenare nelle indiscrezioni provenienti da Roma: temuto da chi è preoccupato per la cementificazione del territorio, atteso dai 1500 proprietari di annessi agricoli nella zona collinare che speravano che un colpo di spugna governativo cancellasse gli abusi. La norma approvata ieri sera dal consiglio dei ministri però lascia qualche margine di interpretazione. «La sanatoria - si legge nel testo licenziato da Palazzo Chigi - sarà possibile anche su interventi edilizi che abbiano determinato una variazione della cubatura».  Oggi si capirà se davvero potrà fruirne chi ha ampliato abusivamente l'abitazione (in questa casistica potrebbero rientrare anche le villette con sottotetto e tavernetta non abitabile, tipologia tipicamente livornese). Paradossalmente la norma approvata ieri sembrerebbe premiare chi ha fatto gli abusi più grossi, costruendo un'abitazione ex novo. Un'abitazione fantasma, appunto, come quelle che sono spuntate come funghi nei rilievi aerofotogrammetrici effettuati alla fine del 2007. Magazzini, stanzine, dependance, tettoie, portici e anche qualche villetta.  Dopo la pubblicazione dell'elenco delle particelle catastali dove erano stati rintracciati gli immobili fantasma, l'Agenzia del Territorio ha atteso invano che i proprietari accatastassero le strutture, lanciando piùvolte l'ultimatum. L'ultimo termine per mettersi in regola scade il 15 luglio. Dato che probabilmente anche questo andrà a vuoto, ecco l'idea di proporre ai proprietario un "patto": tu accatasti l'immobile, con una sorta di autodenuncia, e io, Stato, ti faccio sì pagare le imposte a decorrere dal 1º gennaio 2009 ma ti abbuono due terzi delle sanzioni previste (che possono arrivare fino a 2066 euro).  Ma il patto, per essere davvero convincente, deve offrire al proprietario anche l'opportunità di una "sanatoria edilizia" e non solo "catastale": di sanare, cioè, gli eventuali abusi edilizi. Ed è qui che si misura la portata della novità legislativa. Se sarà solo una sanatoria catastale, quasi sicuramente non avrà seguito. Anche se, non facendo l'autodenuncia, si va incontro a conseguenze pesanti. La denuncia va presentata entro il 31 dicembre perchè da gennaio scatteranno i controlli da parte dei Comuni (vigili urbani) e dell'Agenzia del Territorio. Le contestazioni comporteranno l'applicazione di una rendita presunta, la richiesta retroattiva dei tributi e sanzioni che possono arrivare a un terzo del valore catastale presunto.

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