Il Tirreno

Livorno

«Non posso pagare una baby-sitter»

Sfogo di una mamma: solo uno stipendio, il servizio va garantito

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 LIVORNO. «Non so davvero cosa farò se mia figlia non sarà ammessa neppure ad un asilo privato. Non posso permettermi una baby-sitter tutti i giorni». Benedetta Doveri, mamma di una bambina di tre anni che a settembre prossimo dovrebbe andare alla scuola materna, è disperata. Perché sua figlia è rimasta esclusa dalle graduatorie di accesso agli asili comunali. È una degli oltre trecento bambini in lista di attesa.  «Sono trentunesima nelle graduatorie degli eliminati - spiega Benedetta -, troppo in basso per pensare che mia figlia possa essere "ripescata". Non mi sembra giusto però che a parità di punteggio vadano avanti i bambini nati prima, è una regola assurda». La mamma si lamenta anche del fatto che, nel preparare le liste di ammissione alle scuole materne comunali, «i parametri economici contano poco. Hanno vantaggi solo situazioni davvero gravi, bambini che vivono in famiglie degradate, ma nessuno pensa che problemi possono esserci anche nelle famiglie che tirano avanti». È il caso di Benedetta e suo marito. «Io lavoro, ma lui adesso è disoccupato - dice ancora la donna -, è in cerca di qualcosa da fare. Se la bimba viene esclusa dalle scuole materne non posso chiedere a mio marito di fare il "mammo" e con uno stipendio solo non ci possiamo permettere una tata».  Quello che più fa arrabbiare Benedetta, ma come lei in città ci sono decine di mamme che protestano contro le liste di attesa chilometriche per l'accesso alle scuole materne, è il fatto che sua figlia sembrava destinata ad entrare, perché proviene da un asilo nido comunale. «Dicono che chi ha frequentato le strutture comunali - conclude la donna - ha maggior possibilità di entrare. Invece mia figlia è rimasta esclusa. Tra l'altro, essendo abbastanza ottimista sulla sua ammissione, non ho fatto contemporanea richiesta di iscrizione a una scuola per l'infanzia privata, che comunque ha costi elevati (oltre trecento euro all'anno tra iscrizione e riscaldamento e poi l'iscrizione mensile intorno ai 150 euro e 4 euro al giorno per il pasto). Adesso sono tutte piene e quindi mia figlia, come tanti altri bambini, rischia di non avere una scuola dove andare». A.C.

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di Redazione web