Il Tirreno

Livorno

Materne, restano fuori 323 bambini

Anna Cecchini
Materne, restano fuori 323 bambini

Liste di attesa record: fuori anche 40 piccoli provenienti dai nidi del Comune

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LIVORNO. Trecentoventitrè bambini esclusi dalle scuole per l'infanzia comunali. Una miriade di pargoli che il prossimo settembre, al suono della prima campanella, rischia di non trovare posto in nessun altra struttura, statale e privata, per la fascia di età dai 3 ai 6 anni. Ieri mattina in via delle Acciughe, davanti all'ufficio comunale che gestisce i servizi per la prima infanzia, c'erano tante mamme preoccupate, arrivate a chiedere spiegazioni sul perché i loro figli fossero stati esclusi dalle materne comunali.

Le liste degli esclusi dalle scuole per l'infanzia che fanno capo all'amministrazione locale (si tratta di 13 strutture educative) non erano mai state così lunghe. Ieri, con la pubblicazione delle graduatorie, è emerso che il Comune, a conti fatti, ha dovuto escludere 323 bambini. E, fatto ancora più singolare, risulta che una quarantina dei piccoli che non sono stati ammessi abbiano finora frequentato gli asili nido facenti capo all'amministrazione, che in genere ha sempre garantito una continuità educativa per quei bambini provenienti da strutture comunali per piccoli fino a tre anni.

Una garanzia che per il prossimo anno, evidentemente, il Comune non è stato in grado di portare avanti. Il problema è che adesso, quando ormai è scaduto il termine ultimo per iscriversi alle scuole materne private e statali, molti dei trecentoventitrè bambini esclusi dalle strutture comunali potrebbero non trovare un'altra sistemazione entro settembre. Di conseguenza centinaia di famiglie in città sembra che saranno costrette ad organizzarsi per trovare ai loro figli una sistemazione alternativa alla scuola per l'infanzia.

In poche parole quei genitori che lavorano dovranno trovare parenti, amici o baby-sitter disposti a trascorrere del tempo con i loro figli. Certo è che, anche se questo avvenisse, quei trecentoventitrè bambini non potranno usufruire di quella formazione educativa che invece viene garantita all'interno delle scuole materne comunali, statali o private. L'iter per richiedere l'iscrizione alle scuole per l'infanzia comunali è partito mesi fa. E che ci sarebbero stati problemi nell'accogliere la totalità delle richieste di iscrizione era chiaro già alla fine di aprile.

A quel tempo, finito il periodo di iscrizione, erano 617 le famiglie che avevano richiesto di inserire i loro bambini nelle scuole materne comunali. Per decidere chi, fra le centinaia di bambini, avesse diritto ad entrare, è stata formata una commissione che ha verificato l'ammissibilità delle richieste, abbinando un punteggio a quelle ritenute idonee. Questa la modalità per effettuare la prima scrematura delle richieste di accesso alle materne comunali. Una scrematura contro cui i genitori dei piccoli alunni potevano anche appellarsi. Nei primi giorni di maggio le famiglie escluse hanno potuto infatti presentare alla commissione esaminatrice istanza di revisione dei punteggi loro assegnati.

Poi fino al 10 maggio sono stati esaminati questi "ricorsi", ed eventualmente sono state prese nuovamente revisionate le richieste di alcune famiglie. Le prime graduatorie, ossia quelle riguardanti quei bambini provenienti dalle scuole d'infanzia comunali e da quelle private accreditate, erano già state rese pubbliche alla metà di maggio. Infine ieri le liste di attesa definitive, che di fatto sanciscono l'esclusione dei 323 piccoli alunni.

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